La sinistra sta provando a usare Roberto Vannacci contro la maggioranza e così, dopo la passerella da Lilli Gruber in cui la conduttrice non ha brillato per capacità argomentativa, il generale è stato invitato a In Onda con Marianna Aprile e Luca Telese. Una sorta di fuoco incrociato in cui hanno tentato di metterlo contro la maggioranza, inutilmente: il risultato è apparso fallimentare, e il target della sinistra, ancora una volta, non è stato raggiunto.
“Sono contestato da chi non vorrebbe che parlassi. Io chiedo sempre cosa volete, un aumento di stipendio? No, noi non vogliamo che Vannacci esprima le proprie idee: è l'intolleranza di questi manifestanti. Le idee si contestano argomentando, invece le contestazioni hanno sempre le caratteristiche di una censura”, ha dichiarato il generale commentando le contestazioni alle quali viene spesso sottoposto, che secondo lui sono “tentativi di censura”. Sulla remigrazione, il generale Vannacci ha respinto l’equazione con la deportazione sul piano semantico: “La deportazione è la movimentazione coatta di uno o più individui lontani dal loro luogo di residenza. Noi li vogliamo riportare a casa, è remigrazione. Partiamo dal principio: loro non hanno diritto a rimanere, sono clandestini quelli a cui si rivolge la remigrazione”. Alla contestazione sul fatto che il governo sta già facendo una “remigrazione”, che è il rimpatrio volontario: “Meloni si riferisce solamente a una piccolissima fetta a cui la remigrazione si indirizza”. Vannacci ha ipotizzato anche la revoca della cittadinanza italiana per chi delinque ed è in possesso di un altro passaporto, diventando di fatto eleggibile per la remigrazione nel Paese di prima cittadinanza.
Sui migranti, i conduttori hanno provato a mettere Vannacci in difficoltà richiamando le parole di Papa Leone XIV a Lampedusa sull’accoglienza: “Il Papa dice quello che vuole, però ha detto anche tante altre cose: ha parlato di vite umane finite nelle mani di briganti, di approfittatori che lucrano sulle disgrazie altrui. E ha parlato di una rimodulazione dell'accoglienza in Europa”. Vannacci, sul salvataggio in mare invocato dal Papa ha osservato che “l'Europa lo sta già facendo” perché “soccorrere chi si trova in difficoltà in mare è una legge del mare”. E a proposito delle leggi sull’immigrazione, Vannacci propone cambiamenti legislativi: “Se la legge Bossi-Fini non va bene la cambieremo. Il problema della Bossi-Fini e del click day è che queste persone entrano probabilmente con un contratto, poi vengono licenziate e rimangono da noi. C'è bisogno di maggior controllo”.
C’è stato tempo anche per parlare anche di femminicidio: “Se uccido un immigrato non commetto un immigraticidio, ci sono già le aggravanti, se uccidi un donna per futili motivi, in modo premeditato, senza il bisogno del reato di femminicidio. Turetta ha avuto l'ergastolo, la pena massima, e non c'era il reato di femminicidio”. E ha aggiunto: “Se siamo tutti uguali un reato non è più o meno grave a seconda del sesso, del colore della pelle o della religione di chi lo commette o lo subisce, ci sono già le aggravanti”. E ha poi fatto l’esempio di Turetta, che avrebbe comunque preso l’ergastolo.
Per il futuro di Futuro Nazionale, per il quale Vannacci sogna la doppia cifra anche in ragione di una nuova legge elettorale con il ritorno delle preferenze. E a tal proposito ha lanciato anche un appello alla premier Meloni: “Si imponga e facciamo in modo che queste preferenze, senza listini bloccati, vengano approvate”.