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Politica

No Tav e antagonisti in piazza. Prove di caos francese in Italia

Da Torino a Roma disobbedienti e centri sociali hanno manifestato la propria vicinanza ai delinquenti d’Oltralpe. In Valsusa anche Appendino (M5s) e Grimaldi (Avs). Allarme per il 7 ottobre

I protagonisti A sinistra la deputata M5s Chiara Appendino al corteo No Tav A lato i manifestanti che sono scesi in strada a Roma

Per non rimanere indietro rispetto ai violenti francesi, i collettivi e i centri sociali italiani si sono organizzati scendendo in piazza ieri da Roma a Genova passando per il Piemonte.

In Valsusa qualche migliaio di persone hanno marciato per dire no alla Tav insieme a vari esponenti politici tra cui i sindaci della valle (anche francesi) e i deputati Marco Grimaldi di Avs e Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle. I parlamentari del campo largo hanno così marciato al fianco dei militanti del centro sociale Askatasuna di Torino testimoniando il legame con il mondo dei centri sociali.

Tra gli striscioni esposti nel corteo c’è stato quello storico del movimento No Tav con la scritta «C’eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav» e quello dei giovani No Tav. La mobilitazione contro l’alta velocità è tornata a svolgersi dopo gli scontri e i danneggiamenti ai cantieri avvenuti durante la manifestazione del 25 luglio quando furono feriti vari appartenenti alle forze dell’ordine.

In Liguria sono invece andate in scena le prove generali per alzare il livello della protesta con un’assemblea promossa da Osa, Usb, Cambiate Rotta a Genova: «Sta a noi organizzare l’opposizione alla propaganda razzista e guerrafondaia del governo Meloni! Il mondo della formazione torni protagonista nelle lotte come ha saputo fare l’anno scorso nel Blocchiamo Tutto: siamo pronti a farlo di nuovo!».

A Roma Potere al Popolo ha organizzato una manifestazione di piazza invocando la «sfiducia popolare» e lanciando «la sfiducia al governo Meloni» per «denunciare delle condizioni sociali del Paese dal costo del carburante al caro-affitti e al caro-vita, dai salari fermi alle spese militari e al sostegno italiano a Israele nel contesto della guerra a Gaza e dalla contestazione delle modifiche alla legge elettorale proposte dalla maggioranza». L’iniziativa si è svolta a Roma guardando a quanto sta accadendo a Parigi e in Francia come modello.

Intanto la prossima settimana sarà particolarmente delicata vista la ricorrenza del 7 ottobre con i collettivi che hanno già annunciato iniziative per «la resistenza palestinese» promosse nelle aule universitarie da Torino a Bologna. L’anniversario del 7 ottobre si salda con le potreste studentesche in Francia e non a caso i collettivi hanno annunciato iniziative nelle scuole e università in «solidarietà agli studenti francesi» che culmineranno in un grande sciopero internazionale previsto per il 20 novembre. Secondo Cambiare Rotta «quello che sta accadendo riconferma che l’alleanza tra studenti, giovani e lavoratori è una necessità concreta e vincente di fronte a un modello che scarica sui giovani, la classe lavoratrice e le fasce popolari il costo del riarmo, mentre vengono tagliate risorse fondamentali per la formazione e il welfare».

In questo contesto sono tornate le tende nel cortile dell’Università Federico II di Napoli e a Torino per parlare del caro affitti mentre Rete Studenti Medi ha annunciato per questa mattina un sit-in fuori dal ministero dell’Istruzione.