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“Morte a Meloni”: minacce choc alla premier. E sui muri di Bologna compare anche una pistola

Il messaggio minatorio è l’ennesimo nei confronti della premier. La reazione indignata di FdI: “Grave atto intimidatorio non passi sotto silenzio”

Minacce a Meloni

L’odio a sinistra nei confronti del governo e, in particolare, di Giorgia Meloni non si placa. Da Bologna, ancora una volta, è arrivata una minaccia nei confronti della premier, l’ennesima scritta sul muro intimidatoria, con tanto di pistola disegnata, che si aggiunge a tutte quelle ricevute dalla presidente del Consiglio in questi anni. “Morte a Meloni e ai fasci”, con tanto di faccia di Meloni e la scritta “Fuck Israel”.

“Un’altra scritta colma di odio contro Giorgia Meloni sui muri di Bologna, frutto del clima di violenza alimentato da certa sinistra. Massima solidarietà da parte mia e dei deputati di Fratelli d’Italia”, ha scritto il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. “Le scritte minatorie e violente apparse sui muri di Bologna contro Giorgia Meloni sono indegne. Mi auguro che i responsabili siano individuati e che questo grave atto intimidatorio non passi sotto silenzio. A Giorgia Meloni la mia vicinanza e solidarietà”, sono le parole di Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone. “Questa scritta contro Giorgia Meloni è un gesto disgustoso. Non è critica, è minaccia; non è contestazione, è insulto; non è espressione del dissenso, è odio. Così come è grave vedere lo stesso odio contro le donne e gli uomini delle forze dell’ordine, che ogni giorno garantiscono la sicurezza e la libertà di tutti. Meritano rispetto, non offese. Chi pensa di intimidire con questi gesti ignobili sbaglia due volte: perché non farà arretrare lo Stato e perché rafforzerà ancora di più chi crede nella libertà, nella legalità e nel rispetto delle istituzioni” ha dichiarato il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini. “È gravissimo ed inaccettabile il graffito apparso in Vicolo Bianchetti che minaccia di morte il Presidente del consiglio Meloni con tanto di pistola disegnata. Massima solidarietà al Presidente Meloni”, ha dichiarato Stefano Cavedagna, europarlamentare.

“Solidarietà al presidente, Giorgia Meloni, per le scritte ignobili apparse sui muri di Bologna. Un gesto vile e intimidatorio che colpisce non solo una persona, ma le istituzioni democratiche di questo Paese. Spero che tutte le forze politiche abbiano la lucidità di condannare. Il confronto politico non può mai degenerare in odio e minacce. Confido che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che i responsabili siano individuati e puniti”, ha dichiarato il senatore Marco Lisei.

Il clima a Bologna è infuocato, gli scontri per Abderrahim Fakir sono ancora vivi così come le rimostranze violente contro la destra, identificata sempre e comunque come un fascismo da combattere con ogni mezzo. Da anni il capoluogo emiliano è al centro di una campagna di delegittimazione contro il governo, che la sinistra istituzionale non è riuscita, e forse non ha voluto, smorzare per coccolare la frangia antagonista e violenta che ormai ha in ostaggio la città.

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