Solo undici voti favorevoli, venticinque contrari e due astenuti. La maggioranza a Palazzo Marino ha bocciato la mozione presentata due sere fa in Consiglio comunale dalla capogruppo di Noi Moderati Mariangela Padalino, chiedeva di «rinnovare le verifiche fonometriche effettuate da Amat nelle aree della movida». La giunta Sala ha pensato bene di sospenderle a partire da giugno 2023, e a pensar male, viene il dubbio che l’abbia fatto per evitare di dare la prova provata ai comitati che nel frattempo hanno intentato cause per danni alla salute causati dalla movida. Peraltro c’è già un’altra tegola. Dopo la causa vinta dal comitato del Lazzaretto (la giunta ha fatto appello), dall’approvazione di una delibera per debiti fuori bilancio presentata in Commissione dall’assessore Marco Granelli si è scoperto che il Comune è stato condannato dal tribunale a risarcire quattro residenti che hanno fatto causa per i danni causati dal rumore della movida in corso Garibaldi per un totale di 70mila euro.
Vive una situazione e sentenze analoghe il Comune di Torino ma come ha sottolineato ieri sui social il Comitato del Lazzaretto, lì il sindaco «ha emanato un’ordinanza che prevede, tra i vari provvedimenti, l’avvio di rilevazioni acustiche finalizzate ad accertare i livelli di rumorosità presenti nel quartiere Vanchiglia, a seguito della soccombenza del Comune nel giudizio civile di primo grado». Si tratta «della stessa richiesta di rilevazioni acustiche che la Giunta e il Consiglio comunale di Milano hanno invece deciso di respingere» lunedì «nell’aula consiliare». Padalino nella mozione sottolineava invece che «la continuità delle misurazioni garantisce trasparenza, informazione corretta alla cittadinanza e coerenza nell’azione amministrativa». Il comitato di via Lecco e dintorni fa presenta che l’area registra valori medi superiori persino ai 70 dB».
