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Interni

Nobel ai bimbi di Gaza, la sinistra si spacca

E sul ddl Antisemitismo Majorino boccia Segre

PIefrancesco Majorino. Manifestazione antifascista davanti al liceo Einstein dopo l'aggressione di uno studente. Martedì 6 ottobre 2026. Milano, Italia. (foto Stefano Porta / LaPresse) Anti-fascist demonstration outside Einstein High School following the assault on a student. . Milan, Italy - October 6, 2026 (photo Stefano Porta / LaPresse)

Dopo il patentino pro Pal (tradotto: obbligo per i candidati alle primarie di firmare l’impegno a rompere il gemellaggio con Tel Aviv) arriva il no secco al Ddl sull’antisemitismo. «Se passasse così com’è oggi - sostiene il capogruppo regionale del Pd Pierfrancesco Majorino pronto a scendere in campo per il dopo Sala - rischia di equiparare le proteste contro lo stragismo del governo di Netanyahu, che è un governo pazzesco, a forme di antisemitismo». Questo «non vuol dire sottovalutare alcuni segnali di antisemitismo, ci sono stati episodi di odio e violenza, su questo si deve essere durissimi» ma «mi ritrovo nella linea del Pd, vediamo come va la discussione in Parlamento». Così Majorino ha risposto a Rai Radio1 a una domanda sull’anniversario del 7 ottobre («un’azione terrificante da parte di Hamas») e sull’appello della senatrice a vita Liliana Segre a votare il ddl all’unanimità. «Così no» chiude Majorino, anche se Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele, ha già sottolineato che «è falso dire che il Ddl punirebbe qualsiasi critica contro Israele» e «questo testo è di prevenzione, non contiene reati nè pene, io stesso difendo fino in fondo la libertà di criticare Israele». Majorino sindaco come si è detto stopperebbe il gemellaggio con Tel Aviv. Ricevendo gli applausi di Avs, sinistra radicale e un buon pezzo del Pd. Due sere fa in consiglio comunale la maggioranza invece si è spaccata ancora, questa volta sull’odg presentato da La Civica (ex lista Sala) per l’adesione del Comune alla campagna promossa da Avvenire «Ai bambini di Gaza il Premio Nobel». Presentato da Paolo Petracca e sottoscritto da 17 consiglieri (anche Michele Mardegan di FdI). É passato con 24 voti ma si sono astenuti in polemica i Verdi, Gianmarco Radice (Iv), Enrico Fedrighini del gruppo misto, è uscito dall’aula Daniele Nahum (Azione). Per la coportavoce dei Verdi Francesca Cucchiara «è un atto incoerente, una presa in giro dopo aver affossato la richiesta di sospendere il gemellaggio e interrompere i rapporti con Israele». Un gesto «simbolico, facile visto che il Nobel non pertiene a noi». Fedrighini si è detto «perplesso» sul peso dell’odg, aveva «proposto di intitolarlo ai bimbi di Gaza sopravvissuti al genocidio ma non mi sembra ci sia l’orientamento». Petracca estende l’odg ai bambini di Gaza «ed all’infanzia in guerra» ma non basta a convincere Nahum che chiedeva di specificare le nazioni dove i bimbi muoiono a causa dei conflitti, come «Israele, Ucraina, il Ruanda». Ma inserire Israele avrebbe fatto saltare anche voti Pd.