Cinque Rossi, quattro Romano, a pari merito tre Bianchi, tre Di Stefano e tre Bernini, e una sfilza infinita di doppioni a partire dagli Alfano. Mai come in questa legislatura si è verificato un Parlamento di omonimie, anche se solo a metà, visto che si parla dei soli cognomi. Sono addirittura 80, tra deputati e senatori, quanti portano un cognome identico a quello di un collega di partito o di un avversario politico. Partiamo dal classico Rossi, specchio del Paese. Gli onorevoli cognomi sono quattro a Palazzo Madama, Gianluca (Pd), Luciano e Mariarosaria (nella foto), del Pdl, Maurizio (Sc), e uno, sempre di Scelta civica, a Montecitorio, Domenico Rossi. Uno in più dei parlamentari che di cognome fanno Romano: Andrea (Sc), Francesco Saverio (Pdl) e Paolo Nicolò (M5S) alla Camera, e Lucio (Sc) al Senato. Bianchi è fermo invece a quota tre: Dorina Bianchi del Pdl, Mariastella Bianchi, del Pd e Nicola Bianchi del Movimento 5 Stelle, tutti alla Camera. Tre sono i Di Stefano, tutti a Montecitorio: Fabrizio Di Stefano (Pdl), Manlio Di Stefano (M5S) e Marco Di Stefano (Pd).
Tre pure i Bernini: l'ex ministra Annamaria (Pdl), a Palazzo Madama, e alla Camera, i due deputati grillini Massimiliano e Paolo. Due gli Alfano: uno è il vicepremier Angelino e l'altro il collega di partito Gioacchino. Ma la causa di questa lunga lista di onorevoli doppioni è sempre la solita: 945 sono troppi.Onorevoli cognomi Rossi vince il derby
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