Sembra che Mestre ormai sia sempre più in mano agli islamici. Del resto, quanto avvenuto alle amministrative, dove il Pd ha candidato sette bengalesi nelle proprie liste, doveva far presagire che si trattasse solo dell'inizio di un tortuoso cammino. L'ultimo episodio di «difficile convivenza» si è verificato tre giorni fa: dopo la chiusura della moschea abusiva di Via Piave a Mestre, la comunità che precedentemente frequentava quel centro, ora si reca tutti i venerdì a pregare al Parco Piraghetto, ma non potrebbe farlo, non essendo quella una zona destinata al culto. Peccato che in quel parco ci fossero anche delle giovani turiste che avevano deciso di sdraiarsi, rilassarsi e prendere il sole nel medesimo luogo in cui
loro stavano pregando. La comunità, quindi, invece di comprendere che solitamente un parco non è adibito alle loro attività, ha visto in quel gesto una provocazione, tanto che le ragazze si sono dovute spostare. Hanno nuovamente imposto la loro volontà a discapito di una normale attività ricreativa.
A intervenire è l'europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, che sottolinea come «si sono impossessati impropriamente di un parco pubblico, trasformandolo di fatto in una moschea abusiva a cielo aperto, dove applicare le regole della Sharia, a partire dalla sottomissione della donna. Tant'è, che si sono sentiti offesi e provocati dalla presenza di due giovani ragazze che si erano fermate a prendere il sole fino a costringerle ad andare
via». Sono ormai fenomeni che si registrano ovunque, con gli imam che per la festa del Sacrificio svegliano i residenti all'alba con i loro canti o bloccano le strade in barba alla legge italiana.
«Quello che è successo a Mestre non è altro che ciò che la teocrazia islamica sta portando avanti in tutta Europa e in Italia, occupando pezzo dopo pezzo parchi, vie, quartieri e poi intere città. La conquista, il governo e la sostituzione sono i loro obiettivi: un vero e proprio golpe contro lo Stato di diritto», conclude Cisint.