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Patentino pro Pal. Il Pd e i centri sociali sfidano Israele

Romano e Majorino chiedono ai candidati alle primarie di condannare gli attacchi. E sale l’allerta per il corteo del 10 ottobre

Il "Combattente" per Gaza tra immigrazione illegale, Hannoun e la Fratellanza

Si preannuncia una settimana delicata tutta all’insegna del conflitto in Medio Oriente, con l’appuntamento in sinagoga dopo domani alle 18,30 per «commemorare i 3 anni dal pogrom del 7 ottobre» e la giornata di mobilitazione per Gaza sabato. Centri sociali, associazioni, autonomi si ritroveranno per protestare contro l’eccidio che viene perpetrato a Gaza da ormai 3 anni, chiedendo la fine di qualsiasi accordo con Tel Aviv e il boicottaggio dei prodotti israeliani.

Già ieri però la questione è entrata nella politica milanese con il consigliere regionale del Pd Paolo Romano, arrestato lo scorso anno mentre si trovava a bordo di un’imbarcazione della Flotilla, che chiede una sorta di «patentino pro Pal». «Nella coalizione del centrosinistra che si candiderà ad amministrare Milano, fosse per me, non dovrebbe esserci spazio per chi non riconosce che il governo stragista di Netanyahu sta commettendo un genocidio a Gaza. Questo non significa escludere le forze di centro, ma significa che su un tema come questo non possono più esserci ambiguità» sentenzia. Sul mancato stop al gemellaggio tra Milano e Tel Aviv Romano pone un aut aut: «O Milano aspira ad essere avanguardia dei diritti umani e sociali nel mondo, oppure perde la sua anima» ha aggiunto.

Non si lascia sfuggire l’occasione per prendere la rincorsa a sinistra e cavalcare la proposta, il candidato alle primarie Pierfrancesco Majorino: «Ha ragione Paolo Romano quando dice che la questione della lotta per Gaza e contro lo stragismo del governo di Netanyahu debba essere una sorta di prerequisito rispetto alle primarie. Credo che i candidati alle primarie debbano impegnarsi a sospendere il gemellaggio con Tel Aviv, almeno fino a quando quella municipalità non si schieri chiaramente contro il massacro in corso a Gaza, e a promuovere progetti di cooperazione e pace, favorendo nuovi gemellaggi con le città palestinesi».

Che la situazione a Milano sia complessa e schizofrenica emerge anche all’estero tanto che il ministro della Diaspora e della Lotta all’Antisemitismo nel governo Netanyahu, Amichai Chikli, a fine agosto diceva: «Seguiamo con ansia la situazione in Europa e in Italia, specialmente a Milano, dove gruppi pro-Pal molestano i cittadini israeliani». Si sono infatti registrati quest’estate una serie di aggressioni contro esponenti di spicco della comunità ebraica, mentre il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica settimana scorsa ha rafforzato ulteriormente i dispositivi di sicurezza per gli eventi di piazza in programma il 7 ottobre, anche se la grande mobilitazione è fissata per sabato 10. In rete stanno già girando gli appelli alla mobilitazione.

L’appuntamento è alle 16 in piazza della Repubblica per il corteo. «Facciamo appello a tutta la cittadinanza, alle organizzazioni e alle realtà antisioniste di Milano ad unirsi per un 10 ottobre schierati dalla parte di chi resiste - scrivono i Giovani palestinesi a Milano -. Saremo in piazza per sostenere il nostro popolo e il nostro movimento di liberazione».