"Sì, c'era la preoccupazione. Quando si passa all'azione giudiziaria vuol dire che la mera rappresentazione di pensiero comincia a manifestarsi rispetto al fatto che si possa essere venire in contatto con qualcuno, quindi avere delle prospettive di organizzazione. Però questo lasciamo che lo dicano i giudici". A dirlo è il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a chi gli chiedeva, a margine di un evento a Roma, se Zakaria Ben Hadd - il ventunne fermato in Brianza con l'accusa di terrorismo - stesse organizzando qualche azione. "Ancora una volta il nostro sistema si è rivelato molto performante dal punto di vista della capacità di individuare queste forme di radicalizzazione, lo si vedrà nel corso del procedimento" ha sottolineato il ministro.
Parlando poi dell'allarme immigrazione, il ministro non ha escluso l'ipotesi di un nuovo decreto: "Bisogna vedere, con l'entrata in vigore a giugno dei regolamenti europei, alcuni adattamenti puramente organizzativi. Stiamo valutando se è necessario, quindi ancora non è detto, se devono essere accompagnati con un ulteriore intervento normativo", ha spiegato, "C'è una riflessione in atto sul se, in che termini e in che limiti va in qualche modo accompagnato il processo di recepimento nell'ordinamento nazionale".
Quanto al disegno di legge sull'immigrazione approvato nei mesi scorsi dal Cdm dice: "Sta viaggiando, già impegna le commissioni parlamentari e in qualche modo avrà il suo percorso parlamentare che io credo sarà portato a termine entro l'anno".