Con l'attentato "penso ancora si volesse interrompere un flusso di informazioni nei confronti di Report. Entrare in politica? Sono balle, non ho mai voluto".
Sigfrido Ranucci insiste e non crede alla pista che porta a Valter Lavitola, presunto mandante - secondo i pm - dell'attentato contro il conduttore e che avrebbe commissionato sondaggi per lanciarlo come leader del campo largo. "Non ho ceduto a lusinghe di tutti gli schieramenti. Centrosinistra. Centrodestra. Movimenti. La mia risposta è la stessa data a Francesco Filini di Fratelli d’Italia in una circostanza. Non mi candido, perché se mi eleggono mi tocca finire nella commissione di vigilanza Rai". Quanto ai rapporti con Valter Lavitola, "il suo cellulare compare nelle agendine di tutti i direttori di giornali italiani. E a me fu presentato da Guido Ruotolo (giornalista, fratello dell’eurodeputato Pd, ndr) proprio in quel suo famoso ristorante".
Infine, alla domanda se stia leggendo le ricostruzioni di questi giorni sull’ordigno esplosivo di fronte alla sua abitazione, Ranucci risponde: "L’ipotesi dell’attentato in stile Trump? Peccato che abbia sempre rifiutato di candidarmi. Non regge".