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Report e l'inchiesta stoppata per favorire gli affari di Valter

Mai uscita la puntata su Banca Progetto che lambisce Onorato e che vede coinvolti amici dell’imprenditore Pulcini. Il quale è proprietario delle mura del Cefalù che Lavitola voleva acquistare

Amici fraterni Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola attovagliati come d'abitudine al Bistrot Cefalù di Monteverde, a Roma Quella sera è presente anche la collaboratrice di Mr. Report, Laura Cianfoni

Il legame tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci era anche di natura professionale? E soprattutto: Report è mai diventato, un veicolo attraverso il quale il faccendiere poteva coltivare interessi di carattere imprenditoriale? È uno dei punti sui quali si stanno concentrando gli inquirenti, chiamati a ricostruire non soltanto quello che è effettivamente arrivato in tv, ma anche quello che avrebbe dovuto arrivarci e poi non è mai andato in onda. Perché nel mirino della Procura ci sono anche i servizi rimasti nel cassetto, proprio per comprendere fino in fondo le dinamiche del rapporto tra i due: quali dossier venivano proposti da Lavitola, quali sviluppati, quali abbandonati e, soprattutto, se il faccendiere abbia mai avuto un ruolo in determinati filoni giornalistici.

Tra le inchieste mai trasmesse ci sarebbe quella su Banca Progetto, vicenda che incrocia un procedimento ancora nelle mani della Procura di Roma. La documentazione che Il Giornale ha potuto visionare certifica che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari: il pm Vincenzo Palumbo ha chiesto la proroga nel maggio 2026 e il gip Gabriele Tomei ha successivamente disposto l’avviso sulla richiesta, depositato il 28 agosto. Banca Progetto è l’istituto finito sotto la lente delle procure di Milano e Roma per una serie di finanziamenti, concessi a società sulle quali gli investigatori stanno verificando requisiti, destinazione effettiva del denaro e operazioni successive. A spiccare è il nome di Alessandro Onorato, non indagato, ma vicino all’imprenditore Simone Giacomini, fondatore insieme ad Antonino Maira ed Ettore Dore della galassia che parte da Atlas Consulting, passa per Stardust e arriva a Bazr. Sono tutti e tre presenti anche nell’atto della Procura. Onorato lavorò per Bazr come direttore generale mentre era assessore capitolino, percependo per questo, secondo quanto riportato, metà dell’indennità da assessore. Bazr era stata fondata da Giacomini dopo la cessione di Stardust a Gedi.

Ma c’è un filo che potrebbe legare la puntata su Banca Progetto di Report e gli affari immobiliari di Lavitola e Ranucci: nel filone dell’inchiesta Banca Progetto è coinvolto Andrea Centofanti, amico dell’imprenditore Antonio Pulcini. Quest’ultimo è proprietario dell’immobile del Bistrot Cefalù gestito da Valter Lavitola e Natalia Potenza. Ora (tranne Centofanti) i destini di Lavitola, Pulcini, Ranucci e della puntata su Banca Progetto si incrociano. Lavitola vuole acquistare l’immobile, si rivolge a Pulcini che però non cede. Ed è qui che ci sarebbe l’intervento di Ranucci, come fautore di una trattativa che fa raggiungere un accordo che però non viene ratificato. A convincere Pulcini a cedere l’immobile sarebbe stato l’intervento del conduttore dopo un pranzo. Con quali argomenti? La puntata su Banca Progetto è solo una coincidenza? Gli inquirenti stanno provando a ricostruire tutti i fili di quei due fascicoli che potrebbero però incrociarsi. Il tutto senza trascurare il capitolo dei carbon credit, un terreno sul quale il rapporto tra Lavitola e Ranucci è stato molto fitto: un’inchiesta di cui i due parlavano, un’intervista del conduttore nello Zimbabwe, la cena con Urban Vision al Bistrot di Monteverde. Il tutto sembra ruotare attorno a un unico grande tema, quello degli affari.

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