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Salvini “lascia” e raddoppia. Al congresso senza sfidanti

Il leader rilancia su fisco e Milano. Intanto si dimette coi vice come da statuto. Di Rubba commissario per due settimane, fino all’assise in cui si voterà per alzata di mano

Matteo Salvini al termine del Consiglio. Consiglio Federale della Lega Nord presso la Sede di Via Bellerio. Lunedì 12 ottobre 2026. Milano, Italia. (foto Stefano Porta / LaPresse) Lega Nord Federal Council at the Via Bellerio headquarters. Milan, Italy - October 12, 2026 (photo Stefano Porta / LaPresse)

Matteo Salvini, durante il consiglio federale di ieri, si è dimesso dal ruolo di segretario della Lega, mossa formale ma necessaria in vista del congresso straordinario di Milano del 24 e 25 ottobre. Ad amministrare il Carroccio in queste due settimane sarà il tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario. E di conseguenza, hanno rassegnato le dimissioni anche i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani. Passaggi, viene sottolineato dal partito, «concordati e previsti da tempo» e indispensabili per procedere con un congresso elettivo. Le novità non finiscono qui. Il vicepremier ha anche annunciato che il simbolo sarà modificato, con la probabile cancellazione del riferimento a «Salvini premier» anche in virtù della nuova legge elettorale che prevede l’indicazione del nome del candidato alla presidenza del Consiglio. Salvini ha anche fatto sapere che nascerà una nuova segreteria politica della Lega «per condividere oneri e onori». Sul tavolo le proposte in vista della manovra e le priorità del Carroccio, che rimette al centro l’abolizione del canone Rai e l’estensione delle Zes e insiste sul contributo delle banche per coprire l’aumento della Flat tax e l’abbassamento dell’età pensionabile. E poi le prossime comunali di Milano, con il Carroccio che punta sull’europarlamentare Silvia Sardone e continua a chiedere le primarie del centrodestra. Salvini, dopo il consiglio federale, guarda dritto al congresso straordinario invocato dal palco di Pontida, che sarà presieduto dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. «Mi aspetto dei documenti da parte di tutti, idee e proposte. Se qualcuno decide di non venire, mi spiace per lui». Salvo colpi di scena, Salvini non avrà sfidanti e il voto che lo riconfermerà sarà palese e per alzata di mano, stessa modalità che verrà utilizzata per eventuali mozioni e atti di indirizzo. A quel punto, il vicepremier spera di archiviare le fibrillazioni «nordiste» che hanno agitato l’estate del Carroccio. Anche perché «c’è bisogno di una Lega unita, reattiva, di lotta e di governo. Leale, ma non seconda a nessuno». Tra l’altro, Salvini rimanda anche al mittente la definizione «nordista» affibbiata ai ribelli: «Io sono nordista, ho fatto la tessera della Lega Lombarda nel 1990. E non ci sono dissidenti». Il congresso sarà anche l’occasione per definire la linea che accompagnerà il partito verso le prossime elezioni politiche. Le priorità sono «l’età pensionabile da abbassare a 64 anni rispetto ai 67 previsti da Fornero - ha spiegato Salvini - e l’innalzamento della Flat tax per le partite iva a 100mila euro». Misure che saranno coperte «con il contributo che le banche daranno sicuramente e spontaneamente, senza nessun intervento a gamba tesa». «Se quest’anno le banche chiuderanno con 50 miliardi di euro di utile, ritengo che sia odioso penalizzare lavoratori e pensionati - ha sottolineato -. Se gli incassi saranno solo di 45 miliardi, penso che nessun banchiere piangerà. Con quei 5 miliardi ci paghiamo la riforma delle pensioni, l’aumento della Flat tax e l’assunzione di poliziotti e carabinieri, è assolutamente ragionevole». Sul fronte politico, la Lega non molla anche sulle primarie per il candidato per Milano. «Tajani ritiene che sia meglio Perego, Lupi ritiene che sia meglio Lupi e io ritengo che il sindaco migliore in grado di rilanciare questa città sia Sardone, che può vincere». E visto che «mi sembra non ci sia un accordo - ha osservato Salvini - facciamo decidere i cittadini. Ci si mette d’accordo sulle regole, si mettono cinquanta gazebo in cinquanta piazze e gli elettori dicono chi è meglio. Il risultato è quello che tutto il centrodestra porterà avanti». Da Salvini anche una frecciatina nei confronti di Forza Italia dopo che gli azzurri hanno invitato la Lega a considerare anche la corsa in solitaria alle comunali: «Silvio Berlusconi ha fondato il centrodestra unito. Siamo uniti ovunque, non vedo perché dovremmo dividerci a Milano».

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