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Salvini scalda Pontida. Appello alla Lega: “Si vince solo se uniti”

La tregua coi governatori: “Stiamo insieme, da Nord a Sud”. Durigon e la trasferta dal Lazio: “Soltanto in treno arriveranno in 600″

Matteo Salvini (Lega leader, Deputy Prime Minister of the Italian Republic and Minister of Infrastructure and Transport) during the traditional Lega Giovani party rally in Pontida (Bergamo), 19 September 2026. ANSA/MICHELE MARAVIGLIA

Una telefonata allunga la vita. E anche la tregua tra Matteo Salvini e il fronte del Nord che continua a ribadirgli le sue proposte per rilanciare la Lega.

Prevedibile che nessuno volesse schizzare del fango sul sacro prato dove da ieri ha preso dimora anche l’Ulivo dedicato a Umberto Bossi, ma certo la squadra dei governatori si aspettava qualcosa di più. Perché se il motto dell’adunata quest’anno è «Non passa lo straniero», la linea del Piave nell’intenzione del segretario sembra valere anche per il partito.

Ormai praticamente respinta l’ipotesi di un Carroccio alla tedesca con un corpaccione nazionale e tre branche indipendenti divise tra Nord, Centro e Sud, ma in salita anche la strada verso la costituzione di quell’associazione del Nord a cui stanno lavorando i governatori Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti.

Che aria tirasse lo si è capito ieri nel primo pomeriggio all’arrivo di Roberto Calderoli. «Mi sembra che Salvini sia stato eletto da un congresso pochi mesi fa - ha tagliato corto - Il segretario è lui». I numeri della Lega? «Non mi sembra il caso di farsela addosso - assicura in puro stile bossiano - Quando c’è il sole poi arriva la tempesta e quando il tempo è brutto, può solo migliorare».

Nessun cedimento nell’espressione del vice segretario Claudio Durigon che sul tavolo della trattativa ha messo addirittura un Intercity in partenza da Roma questa mattina alle 5,55. «Scrivete - incalza i giornalisti - che i militanti se lo pagano perché amano la Lega». E facendo di conto assicura che «solo in treno dal Lazio arriveranno in 600».

Gli altri sono già arrivati in macchina ed esibiscono la maglietta «Lega Lazio Matteo siamo con te». Messaggio chiaro su un poco ortodosso tessuto nero, più consono ai precedenti di Durigon che alla storia del Carroccio. Deluso

chi si aspettava una stretta di mano tra Salvini e Massimiliano Romeo, al quale comunque sarebbe stata riconfermata la carica di capogruppo al Senato.

Nessuna anticipazione ai giornalisti, Salvini parla solo dal palco di fronte ai Giovani Padani. «Alla faccia di qualche giornalista che inventa cazzte», l’esordio a gamba tesa. «Le idee domani, perché quelle ogni anno vengono dal cuore nella lunga notte di Pontida. Ma lasciatemi dire che la Lega vince solo se è forte e unita. E libera, da Nord a Sud». Forte e unita, da Nord a Sud. Poi si rivolge ai giovani militanti: «Siete il movimento giovanile più tosto d’Italia, più forte, coraggioso e indipendente, siete la Lega del futuro», dice il capitano.

La linea del Piave del segretario. «Un Capitano, c’è solo un Capitano». «Grazie ragazzi, ma tenete la voce per domani». Oggi.

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