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San Casarini folgorato sulla via dei migranti

Dallo “Sbirro morto” ai richiami a Dio: il libro del no global esaltato dalla sinistra

Cercasi skipper e barche. La Flotilla ci riprova

Folgorato sulla via dei migranti. E per Repubblica è già santo. «Metti ‘sti cazzo di migranti davanti!». Luca Casarini, a marzo 2019 non ancora rinviato a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina il processo è in corso strillava ai compagni di piazzare a favore di telecamere gli stranieri che stava guidando in un corteo contro il governo. Il ministro dell’Interno era Matteo Salvini e Giuseppe Conte non si era ancora rimangiato i decreti sicurezza. Casarini doveva sfruttare, mediaticamente s’intende, gli extracomunitari. Lo storico leader no-global del Nordest era capomissione della nave Mare Jonio, che fa parte della Ong Mediterranea Saving Humans fondata con l’amico Beppe Caccia, armatore dell’imbarcazione ed ex assessore a Venezia. Casarini, veneziano della terraferma, quand’era portavoce del centro sociale Rivolta, coi rivoltini ha chiamato un’osteria Allo sbirro morto.

Tutto cancellato per Repubblica che ieri l’ha piazzato in prima pagina, gliene ha dedicata una intera di intervista, e quando Casarini ha detto che in mare ha incontrato Dio, «il mare è silenzio, come il deserto», il vicedirettore Francesco Bei ha commentato: «Anche Gesù iniziò con il deserto». Dallo Sbirro morto alla beatificazione. Casarini come il Messia. Chissà se varrà per il tribunale di Ragusa dove Casarini, Caccia e altri cinque devono rispondere a vario titolo dicevamo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato dall’averne tratto profitto.

A settembre 2020 la Mare Jonio ha trasbordato 27 migranti dalla petroliera danese Maersk Etienne. Casarini e compagni li hanno sbarcati a Pozzallo. Il 30 novembre Maersk Tankers, società armatrice della motonave danese, ha bonificato 125mila euro alla Idra social shipping proprietaria della Mare Jonio. La causale del bonifico è stata «servizi di assistenza forniti in acque internazionali». Nell’indagine è finita anche l’intercettazione in cui Casarini esclama: «Domani a quest’ora potremmo essere con lo champagne in mano a festeggiare perché arriva la risposta dei danesi».

Il vecchio no-global, 59 anni spesi soprattutto in denunce, caos al G8 di Genova e vani tentativi di farsi eleggere in Italia e in Europa coi partiti di sinistra (anche con Tsipras), ora ha scritto un libro, Cosa ti muove? Breve storia di una conversione (Piemme), primo caso di auto-agiografia dopo San Paolo, Sant’Agostino e l’ex ministro ossimoro Speranza il quale ha spiegato come ha sconfitto il Covid ma senza renderlo edotto. Casarini narra dei suoi primi anni tra gli anarchici del Pedro ed esalta Toni Negri, uno dei suoi «maestri», 12 anni di carcere a curriculum per associazione sovversiva. Si scaglia contro i decreti sicurezza, difende le piazze violente ed elogia le canne. Intese come gli spinelli. Anche se Casarini è un pescatore di uomini.

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