Carcere duro, memoria molle. La governatrice sarda Alessandra Todde accusa questo governo di aver trasformato la sua Regione nella «Cayenna d’Italia» dopo il trasferimento di una novantina di detenuti al 41bis nel carcere di Uta ma dimentica che la decisione fu del governo di Giuseppe Conte di cui era sottosegretario al Mise. A ricordarlo alla governatrice M5s è il senatore di Forza Italia Pietro Pittalis: «La memoria politica non può essere selettiva. Il progetto Uta era già previsto da anni e fu rilanciato da Bonafede - ricorda Pittalis - la Todde non era una spettatrice esterna ma era sottosegretaria di Stato. Non ci racconti questa vicenda come fosse nata ieri»
Sono mesi che si discute del piano di potenziamento del 41bis, il regime di carcere duro destinato a mafiosi e terroristi, anticipato nelle scorse settimane dal Giornale. Il piano del ministero della Giustizia è di concentrare tutti i detenuti al 41bis sparsi in una dozzina di istituti in otto penitenziari «dedicati», per rafforzare l’impermeabilità della detenzione rispetto a possibili infiltrazioni esterne. Lo scorso fine settimana, con uno spiegamento di forze immane, la sezione 41bis del carcere Nicandro Izzo di Viterbo è stata chiusa e gli 88 detenuti sono stati trasferiti a Uta, come ricorda al Giornale il sottosegretario alla Giustizia Fdi Alberto Balboni, che ha ereditato la delega al Dap dal suo predecessore Andrea Delmastro. «Sono state coinvolte oltre 220 agenti di polizia penitenziaria, in forza ai reparti territoriali e alle articolazioni specializzate del corpo, vettori aerei della Gdf e diversi contingenti della polizia e dell’Arma. Ringrazio il capo del Dap Stefano Carmine De Michele, il dirigente generale Augusto Zaccariello e tutti gli agenti».
«È stata una scelta imposta dal ministro Carlo Nordio alla Sardegna, l’esecutivo si è sottratto fino all’ultimo al confronto con la Regione», ha sottolineato la Todde, secondo cui non sono stati chiariti «i criteri che hanno portato in modo unilaterale e arrogante la Sardegna a diventare la Cayenna d’Italia». Di «proteste surreali» parla il deputato Fdi sardo Salvatore Deidda: «La sinistra manifesta contro gli effetti di decisioni prese, finanziate e portate a compimento dai loro stessi partiti su un insostituibile presidio antimafia». Qualche malessere per la decisione l’azzurro Pittalis lo manifesta: «Siamo contrari alla concentrazione in Sardegna di così tanti detenuti al 41bis, ho presentato una proposta per cambiare la norma sull’insularità. Questa è la differenza tra la propaganda a giorni alterni della Todde e l’iniziativa politica coerente».
