A 11 mesi dal voto all’unanimità dell’ordine del giorno (presentato dalla Lega) in Consiglio comunale che chiedeva di intitolare la fermata Gorla della M1 ai Piccoli Martiri, ieri a margine della cerimonia in ricordo dei 184 bambini e dei 20 adulti che persero la vita il 20 ottobre 1944 sotto le bombe angloamericane che colpirono la scuola Crispi, il sindaco Beppe Sala ha ammesso che la stazione del metrò non cambierà nome. «Metteremo un segnale per ricordare la strage, certamente, ma intitolare è sempre complesso e in questo momento abbiamo tante richieste per tutte le fermate» risponde. Era stata presentata pure una petizione, promossa da Fi e supportata dal Comitato Familiari Piccoli Martiri di Gorla. Il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina attacca: «Sala cerca goffamente di barcamenarsi. Non so a chi debba rispondere per arrivare a un simile affronto verso la città. Sono dichiarazioni surreali perchè parliamo di un ente pubblico, il Comune, che decide la denominazione di una fermata del trasporto locale. Non c’è bisogno di chissà quale complesso passaggio burocratico né esistono difficoltà tecniche dietro cui nascondersi: serve solo la volontà politica, che evidentemente manca. É vergognoso e offende la memoria». Presenti alla cerimonia il candidato sindaco di Fn Carmelo Burgio e Mario Calabresi, tra i nomi del Pd. Dal palco Sala ricordato l’attualità, gli scontri del weekend, «stiamo vivendo tempi e problemi complessi e inediti». Anche l’assessore regionale Romano La Russa (fischiato da un contestatore) sottolinea l’importanza di «spiegare il senso del dovere e del rispetto degli altri». Con la legge approvata a maggio, il 20 ottobre è diventato Giorno del ricordo dei Piccoli Martiri di Gorla e delle piccole vittime di tutte le guerre». La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, prima firmataria, accanto al monumeto ricorda che «oggi in tutte le scuole italiane si rifletterà su Gorla». E «la scuola è luogo della cura, è assurdo che si trovi la morte come accade ancora in Palestina, Ucraina, Medioriente». Graziella Ghisalberti ricorda Maria Luisa Rumi, scomparsa ad agosto a 88 anni, «ora siamo rimaste tre sopravvissute».
