Elly Schlein dalla festa dell’Unità di Rivalta sul Mincio, nel mantovano, è tornata a parlare delle primarie della sinistra in vista delle elezioni del prossimo anno. Ma questo è un tema scottante, perché Schlein sa che gli elettori di sinistra difficilmente la indicherebbero come leader del Campo largo e anche i sondaggi finora usciti confermano questa tendenza. Ecco quindi il motivo per il quale quando si affronta il tema tergiversa, svicola e, come dal palco della festa dell’Unità, prova a smontare la possibilità che si ricorra a questo strumento per scegliere il candidato premier.
“Il governo è spaccato a metà, con Salvini che mi dà ragione sugli extraprofitti e Tajani che dice che quella è una parolaccia. Davanti a questo, davanti a un esecutivo spaccato su come aiutare gli italiani, noi non possiamo perderci in sfumature sulle primarie. Credo che in queste settimane abbiamo perso tempo in dibattiti inutili e dannosi. Preferiamo occuparci dei bisogni sulle persone”, ha dichiarato Schlein. Certo, l’idea che un governo che ha tenuto per 4 anni e che tra una manciata di giorni diventerà il più longevo della storia possa essere “spaccato”, come dice la segretaria, su una questione marginale comunque risolvibile facilmente è quasi ingenua. Va invece sottolineato che per Schlein le primarie sono “sfumature”, definisce le discussioni su questo argomento come “dibattuti inutili e dannosi” e forse è qui la vera spaccatura, ma nel Campo largo che ancora non esiste, dove i leader dei singoli partiti si contendono la leadership della coalizione, dove ognuno cerca di prevaricare sugli altri per prendere il potere.
Ma intanto, come nelle migliori assemblee di istituto, senza portare alcuna proposta ma annunciando solamente una strenua opposizione, Schlein ha annunciato che sulla legge elettorale faranno muro: “Stanno tornando sull’unica priorità vera di questo governo, cioè cambiare la legge elettorale e insieme alle altre opposizioni noi continueremo a fare muro per impedire che passi una legge elettorale che ha un premio di maggioranza abnorme e che cerca surrettiziamente di rifare il premierato avendo rinunciato a fare un altro referendum costituzionale visto come è andata nell’ultimo”. Se queste sono le uniche frecce nella faretra di Schlein, insieme alla difesa d’ufficio di Ranucci e a quella di Bonaccini, che però è ancora più debole, è chiaro il motivo per cui non vuole andare alle primarie.
