L’aeroporto di Malpensa è stato intitolato a Silvio Berlusconi e il sindaco Giuseppe Sala non c’era. Non c’era nessuno del Comune: «Sono un uomo coerente - aveva spiegato il sindaco di Milano - Ho lottato contro questa decisione e cosa avrei dovuto fare? Presentarmi con un finto sorriso?». No di certo: sorridere non era necessario ma presentarsi sì. Fare il sindaco non è un fatto privato e ci sono occasioni in cui la presenza non è un’opzione. È segno di rispetto per la città, la carica, i cittadini tutti. Cinque anni fa, al termine della sfida stravinta col candidato del centrodestra Luca Bernardo, a votarlo furono 277mila milanesi su 491mila che andarono alle urne e un Sala giustamente euforico sul palco del Frida all’Isola, in perfetto milanese, disse: «Sum propri cuntent...Sono proprio contento, sarò sindaco di tutti». Coerenza per coerenza a Malpensa avrebbe dovuto presentarsi se non per i «suoi» almeno per tutti gli altri che aveva promesso di rappresentare. Ma si dicono tante cose: «Quello che ho detto ho detto e qui lo nego...» diceva Totò.

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