È un attacco durissimo e violento contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni quello che compare sui social a firma "Amici di Futuro Nazionale", non la pagina ufficiale ma "amica" del partito fondato dal generale. Un attacco sprezzante, fatto con un linguaggio inequivocabile. "La serva di Washington - si legge - premiata per la sua dedizione al padrone. Se vi sta bene che l'Italia venga governata da Washington e da Bruxelles continuate a votarla".
Dopo questo delirio il messaggio va avanti così: "Perché se vince Vannacci, la "pacchia" non finisce solo per Washington e Bruxelles, ma soprattutto per la bugiarda Meloni che ormai ha accumulato tanti soldi e immobili da vivere di rendita alla faccia degli italiani che non arrivano alla terza settimana del mese".
Diffamazioni e falsità condite dal più squallido populismo d'accatto, che ricorda altre forze politiche che, in passato, hanno lucrato consensi sparandola grossa, salvo poi sciogliersi come neve al sole quando si sono trovati a dover fare qualcosa di concreto. La cosa paradossale è che Meloni viene definita "serva di Washington" proprio nel momento in cui - e basta leggere le cronache delle ultime settimane - i rapporti con Trump sono stati a dir poco burrascosi, per certe frasi poco gentili pronunciate dal presidente Usa. Insomma, con la sua fermezza Meloni si è attirata le ire del tycoon e, nonostante questo, viene definita "serva"? Qualcosa non torna a livello di logica. E sorprende che Futuro Nazionale usi, per attaccare la premier, la stessa retorica del Movimento 5 Stelle e del Pd di Elly Schlein.
Questo fango forse non arriva a caso. La Lega sale al 7% e Vannacci viene staccato (è fermo al 5.6%), come emerge da una rilevazione "Human Index" realizzata da Spin Factor che fa convergere le rilevazioni demoscopiche con il sentiment social sulle piattaforme online. Dunque, avrà pensato il generale, coi suoi più stretti collaboratori, se il consenso cala che si fa? Si spara ancora più grossa. E giù cannonate (metaforiche ma non troppo) contro la Meloni
Alcuni sostenitori del generale a onor del vero cominciano a pensare che i
continui attacchi rivolti al centrodestra non facciano altro che aiutare la sinistra. E qualcuno lo dice chiaramente al leader di Futuro Nazionale: "Io vorrei votarti ma se te la prendessi di più con i rossi sarebbe meglio".