Da circa un anno, Enzo Iacchetti è diventato uno dei maître à penser della tv, schierato su posizioni radicali di sinistra nei dibattiti dei salotti che spopolano la sera. È spesso ospite a È Sempre Cartabianca, il programma di Bianca Berlinguer su Rete 4 e anche ieri sera non ha mancato di collegarsi per offrire al pubblico il suo pensiero sui fatti più rilevanti della geopoltica e sulla politica generale italiana. Ma nella puntata andata in onda il 2 gennaio è entrato in polemica anche con la conduttrice, oltre che con il governo, ricevendo la risposta piccata di Berlinguer.
Tutto inizia dall’Aula mezza vuota di Montecitorio per il disvelamento della targa in onore di Giacomo Matteotti nel banco da lui occupato durante l’ultimo discorso. “Lei (Meloni, ndr) non è vicinissima alla Repubblica, il suo governo non è vicinissimo alla Repubblica. Lo dimostra il fatto che quando si è onorato Matteotti alla Camera i Fratelli d’Italia non si sono presentati. Quindi vuol dire che se Matteotti era un antifascista e stava lottando per la democrazia, il governo italiano è simpatizzante del fascismo”, ha detto Iacchetti con una equazione forzata e irrealistica. “L’Aula vuota è stato uno degli atti più sconsiderati del governo”, ha aggiunto Iacchetti, “perché è come essere complici di chi l’ha ammazzato”. Sul “complici”, ovviamente, Berlinguer ha preso le distanze e cercato di smorzare, Iacchetti ha provato a spiegare dicendo che lui non parla “come i libri” e poi ha attaccato la conduttrice.
“Bianca tu sei troppo democratica nel senso che stai conducendo un programma su Rete 4 ed è logico e consequenziale che non puoi essere completamente d’accordo con me”, ha detto Iacchetti alla conduttrice, che ha replicato: “Sto su Rete 4, sto su Rai 3, dovunque sto dico sempre quello che penso”. Ma l’attore non si è mostrato d’accordo: “Bianca hai dovuto giustificare una mia frase, perché la giustifichi?”. E Berlinguer ha chiuso lo scambio: “Non è che la voglio giustificare, semplicemente ho detto che mi sembra un po’ forte”. L’attore si è risentito sostenendo di non essere libero di dire quello che vuole e il discorso è scivolato su altri argomenti.
“Affermare che il Governo italiano sarebbe antidemocratico e 'simpatizzante del fascismo' perché alcuni parlamentari non erano presenti a una commemorazione significa lanciare messaggi devastanti e delegittimare istituzioni democraticamente elette dai cittadini, avvelenando il confronto pubblico”, ha replicato la senatrice di Fratelli d'Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, che ha anche stigmatizzato l’espressione “troppo democratica” usata da Iacchetti verso Berlinguer.
“Lui come si definisce? È davvero questo il livello del dibattito che si vuole proporre in prima serata agli italiani? La democrazia si difende con il rispetto delle istituzioni e del pluralismo, non con etichette e insinuazioni. A Iacchetti consiglio di ascoltare Francesco De Gregori quando invita a 'non pontificare dal palco'. Meno ideologia e più rispetto per la verità dei fatti farebbero bene al confronto democratico”, ha concluso Campione.