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Interni

Spacciatori in décolleté

È un teatro patetico. Si scandalizzano per un décolleté ma tacciono sul Burqa, la vera prigione ideologica del corpo femminile

(COMBO) La combo mostra l'immagine fake pubblicata da Roberto Vannacci sul profilo Facebook con Roscioli, Matilde Siracusano, sottosegretaria e compagna del governatore calabrese Roberto Occhiuto e il senatore Claudio Lotito seduti a tavola e pronti a mangiarsi una torta con la scritta 'Calabria' e la foto originale di Matilde Siracusano tratta dal suo profilo personale Instagram. FACEBOOK ROBERTO VANNACCI / INSTAGRAM MATILDE SIRACUSANO +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++�NPK�+++

Compagni, ci siamo: tra girare senza maglietta e spacciare a Tor Bella Monaca, la sinistra si indigna per la maglietta. È la solita, stanca farsa di una classe politica che preferisce il costume al codice penale. In questo teatro dell’assurdo, Antonio Tajani, l’erede di Berlusconi, è l’unico che prova a riportare il baricentro a terra. Cita Mao Zedong, il padre del comunismo, (ma in realtà è una massima latina del diritto romano) per dire una cosa elementare: «Punirne uno per educarne cento». Non è estremismo, è buonsenso: se il criminale sa che in galera non ci va, continuerà a delinquere. La sinistra «riformista», invece, usa lo Stato di diritto come paravento per l’impunità. Per me, lo Stato di diritto è altro: è il diritto dei cittadini di vedere i criminali dietro le sbarre.

Il Generale Vannacci, intanto, alimenta questo circo di finte indignazioni. Prendiamo lo scandalo del décolleté di Matilde Siracusano: un polverone che aveva come mandante un Generale a caccia di clic, come vittima una donna, e come sponda una sinistra che, fingendo sdegno, fa l’ennesimo favore al suo vero alleato: quel finto estremista di destra che gioca per alimentare la polarizzazione. Si stracciano le vesti per una scollatura che è pure elegante. Dimenticavo, ho l’obbligo di dissociarmi

anch’io in questi tempi di moralismo, perché l’onorevole Siracusano si sarà davvero offesa e mi dispiace. Ma non ha nulla di cui vergognarsi.

È un teatro patetico. Si scandalizzano per un décolleté ma tacciono sul Burqa, la vera prigione ideologica del corpo femminile. Se per difendere il nostro mondo dobbiamo tornare a parlare chiaro, facciamolo. Perché tra un décolleté e un Burqa, la scelta non è estetica: è civiltà.

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