Altro che manifestazioni spontanee, dietro le proteste studentesche di questi giorni c’è la regia della Cgil. La prova arriva direttamente dai bilanci del sindacato rosso che finanzia i principali gruppi che stanno coordinando le mobilitazioni e le tende, si tratta dell’Udu (Unione degli Universitari) e di Reds (Rete degli Studenti). Le due organizzazioni hanno ricevuto nel 2023 130.000 euro dalla Cgil e 135.613 euro nel 2024 (con un contributo straordinario all’Udu di 5.613 euro).
Non a caso Maurizio Landini ha partecipato al presidio organizzato ieri con le tende fuori Montecitorio ma, mentre si soffia sul fuoco per attaccare il governo sul tema della casa, si rischia di finire bruciati perché in vista del fine settimana il clima si fa sempre più incandescente.
Domani sono infatti previste in tutta Italia occupazioni e scioperi con lo slogan «fare come in Francia» con iniziative da Torino a Palermo passando per Roma, Genova, Bologna. L’appello a imitare quanto avvenuto oltralpe ha portato a promuovere azioni nelle scuole e «in alcune città la spinta è arrivata da collettivi radicatisi con le mobilitazioni per la Palestina dell’anno passato».
Colpisce leggere le motivazioni delle proteste che, al di là delle questioni locali, si fondano su temi nazionali «come il provvedimento sul tetto del 30% per gli alunni stranieri previsto dal ministro Valditara» o «l’insufficiente educazione sesso-affettiva» passando alla «conduzione di eventi in collaborazione con le forze armate e le forze dell’ordine negli istituti» poiché «è generale l’impressione che l’investimento nel riarmo stia erodendo le briciole destinate alla formazione e al resto dei servizi».
Allo sciopero studentesco nazionale indetto per domani partecipano anche i collettivi guidati da Cambiare Rotta e Osa al grido di «rompere la scuola caserma, costruire la nuova scuola pubblica» con una piattaforma in quattro punti «ritiro decreto razzismo, il tetto agli stranieri è propaganda, razzismo di stato, selezioni di classe; soldi alla scuola non alla guerra! Convertire i 13 miliardi per i nuovi armamenti in fondi per l’edilizia scolastica; contro la riforma dei tecnici e professionali: studenti non ingranaggi!, stop carovita e caro benzina, vogliamo un futuro!».
Al loro fianco gli immancabili gruppi pro Pal mentre l’Unione degli Universitari ha convocato una manifestazione per la giornata di sabato dopo le tende piantate di fronte a Montecitorio con la coordinatrice Sabrina Brizzola che punta il dito contro le spese militari definite uno schiaffo al futuro.
Intanto il Ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha rivendicato i risultati ottenuti in questi quattro anni dal governo spiegando che «ci sono 73.223 posti letto in più che abbiamo fatto in questi 4 anni, di cui 43.000 già accesi, cioè 43.000 chiavi messe in mano di 43.000 studenti. Altri 30.000 già contrattualizzati e pronti per essere consegnati entro la metà del 2027».
Vero è che non tutti gli studenti hanno la fortuna di essere pagati dalla Cgil.
