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“Subito in piazza”. Salis e compagni tifano rivolta anche in Italia

L’europarlamentare sta coi violenti e incita i collettivi. A Roma occupato lo studentato “Seraphicum”

Salis su proteste francesi

Puntuali con l’autunno, eccoli i primi occupanti, protestano contro gli sfratti: i militanti di Cambiare Rotta hanno bloccato l’atrio del Seraphicum, studentato privato a Roma, inaugurato da due settimane.Don Maurizio, a nome del convento: «Abbiamo offerto ospitalità ma non se ne vogliono andare» Le violenze francesi eccitano la sinistra italiana. Ilaria Salis freme. Città assaltate, scuole distrutte, quasi 2mila arresti, centinaia di poliziotti feriti e un preside cosparso di benzina. Manca solo il morto, per ora. All’eurodeputata (nella foto) prudono i polpastrelli. Alle 9 prende lo smart phone, pubblica sui social una foto della rivolta e scrive: «È partita dagli studenti delle superiori, che denunciano le condizioni fatiscenti degli istituti e difficili condizioni di lavoro del personale scolastico», a cui per migliorare la condizione qualcuno voleva dare fuoco. «La protesta si è allargata alle università e sta coinvolgendo i docenti. Si può allargare ancora», auspica il prodigio della Bonelli&Fratoianni i cui amici (della Salis) Maja e Gabriele, arrestati per i pestaggi di Budapest, sono stati condannati: la loro speranza è che qualche partito gli regali l’immunità parlamentare.Sant’Ilaria patrona delle case altrui, ex insegnante part time – in tivù ci ha insegnato l’esistenza del termine «zelanza» – rilancia il grido di battaglia: «Blocchi e manifestazioni sono in tutta la Francia. Martedì 6 ottobre sarà una giornata importante: le organizzazioni sindacali dei lavoratori, insieme a quelle degli insegnanti e degli studenti, hanno lanciato un appello a sostenere il movimento studentesco. Anche in Italia», attenzione, «ci sarebbero tutte le ragioni per una mobilitazione di questa portata.Per di più il nostro Paese», aggiunge, «investe nell’istruzione una quota inferiore alla Francia (...) Evviva il movimento studentesco!». Chiediamo a Bonelli e Fratoianni: «Come commentate le dichiarazioni della Salis, non le ritenete pericolose?». Nessuna risposta. Per il 6 ottobre i violenti francesi hanno annunciato un’altra rivolta. In contemporanea in Italia sono previste manifestazioni, non con una regia unica ma potrebbero scatenare il caos. La Rete degli studenti annuncia: «Saremo in piazza fino al 20 novembre in solidarietà coi francesi». A Roma “Cambiare Rotta” ha già occupato l’atrio del Seraphicum, studentato frutto della collaborazione tra i Frati Minori Conventuali e il minsitero dell’Università.Anche Raffaele Giuliani (nella foto) è carico. Il Giornale ieri ha spiegato chi c’è dietro l’influencer proPal: è il nuovo protetto della Schlein la quale vuole sfruttarne il seguito mediatico per sottrarre ad Avs i giovani di estrema sinistra. Giuliani su Instagram ha rilanciato questo messaggio tratto da un articolo: «Perché in Italia non protestiamo come in Francia? Ci preoccupiamo più delle “vetrine rotte” che dei motivi per cui la gente scende in strada». Il messaggio è scomparso ed è riapparso. Chiediamo ad alcuni onorevoli del Pd cosa ne pensino. Il primo: «Per favore non fatemi dire niente su quello lì». Anche il secondo e il terzo glissano. Walter Verini, umbro come Giuliani – ha già annunciato che questa sarà la sua ultima legislatura – ha commentato: «Quando i giovani non stanno “sdraiati” e protestano è un buon segno. Ma quando le proteste prendono forme violente è pericoloso, dannoso e contrario all’impegno per cambiare in meglio la scuola e la società». Elly è affetta da mutismo selettivo. Per il capo della Cgil, Landini, «il decreto sulla scuola è pericoloso». Può sfasciare le città e magari uccidere qualche poliziotto.


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