Paladina dei diritti umani ma solo se le vittime le piacciono e le interessano. Altrimenti, chi se ne importa, possono anche soffrire. Un’analisi di UN Watch, Ong accreditata dall’Onu con il compito di monitorare le prestazioni delle stesse Nazioni Unite sulla base della propria Carta, ha smascherato una volta di più Francesca Albanese. Da quanto emerge infatti, nostra signora dei diritti non ha mai sottoscritto nessuna dichiarazione congiunta degli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani riguardo gli abusi commessi dalla Russia. Mai, nemmeno per sbaglio. Lo ha fatto per la Palestina, ça va sans dire, ma anche per l’Iran, il Libano e l’escalation regionale in Siria. Ma da quando è diventata Relatrice speciale sulla Palestina il 1° maggio 2022, si è guardata bene dal sottoscrivere le dichiarazioni dei suoi colleghi che hanno ripetutamente chiesto nero su bianco che la Russia risponda delle proprie azioni contro l’Ucraina, per la repressione interna e per le persecuzioni e gli arresti politici.
Una scoperta che arriva all’indomani della (non così tanto) sorprendente presa di posizione della selettiva dottoressa che vorrebbe negare ogni tipo di forniture di armi all’Ucraina, senza spiegare però, in perfetto stile contiano, come gli ucraini potrebbero resistere al conflitto. Eppure le ragioni per sottoscrivere le dichiarazioni contro il Cremlino sarebbero state molte e più che giustificate. Dall’uccisione di Alexey Navalny, principale oppositore di Vladimir Putin e morto nemmeno troppo misteriosamente in una colonia penale ai confini del mondo, alla fin troppo ovvia richiesta di fermare per la guerra di aggressione contro l’Ucraina, per arrivare alla condanna delle persecuzioni alle persone LGBT. Su questi temi di cui la Russia di Putin si è macchiata, non ha mai preso posizione, cosa che, per esempio, fece il suo predecessore Michael Lynk. «Non sono un’esperta», ha detto di recente al festival di Open, dove ha spiegato di non aver soluzioni per porre fine alla guerra. Ma comunque, è evidentemente esperta quanto basta per negare le armi a Kiev che poi c’è l’escalation, signora mia. E anche per ignorare qualsiasi forma di condanna alla Russia. Perché, a quanto pare, il rispetto dei diritti umani è fondamentale. Ma non per tutti.
