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Per il tabaccaio niente condanna. Uccise ma fu legittima difesa

 Per il tabaccaio niente condanna. Uccise ma fu legittima difesa
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È maggio 2003. Giovanni Petrali è nella sua tabaccheria in piazzale Baracca a Milano. Entrano due rapinatori armati, lo assaltano, gli sbattono la testa contro lo stipite, vogliono i soldi. Lui spara, ne uccide uno e ferisce gravemente l'altro. Durante il processo gli viene contestato di aver esploso 7 colpi di pistola quando la situazione di pericolo è ormai cessata.

In primo grado Petrali viene condannato a un anno e 8 mesi con sospensione condizionale della pena, per omicidio colposo e lesioni colpose. I giudici parlano di «errore di percezione» perché «sconvolto» dalla rapina appena subita.

In Appello, arriva l'assoluzione, riconoscendogli la legittima difesa putativa: una supposizione erronea di un pericolo da parte della persona offesa. I giudici dispongono anche la restituzione della pistola. I giudici riconoscono il suo «forte turbamento».

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