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Lo scontro a distanza

Tasse, Conte e Schlein attaccano Tajani: “Propaganda”. Il vicepremier snocciola i numeri che li smentiscono

I due semi-leader del Campo largo hanno puntato il dito contro le proposte del vicepremier per ridurre le tasse. La replica: “Ridotta di 33 miliardi la pressione fiscale a famiglie e imprese”

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La campagna elettorale sta entrando nel vivo a un anno dalle elezioni e le opposizioni provano a puntellare il governo di Giorgia Meloni sbagliando, però, obiettivo. Elly Schlein e Giuseppe Conte, che in fatto di tasse ed economia hanno dimostrato in diverse occasioni di essere carenti, hanno attaccato il vicepremier Antonio Tajani, che in queste ore ha presentato alcune proposte che Forza Italia starebbe studiando per alleggerire la pressione sugli italiani. “Sto lasciando il ministero degli Esteri per andare a Palazzo Chigi dove il governo prenderà una serie di decisioni per ridurre i sacrifici a famiglie e imprese provocati dall’aumento del petrolio e del gas a causa di Iran-Stati Uniti. Ma non basta, noi vogliamo ridurre le tasse in Italia. Lo slogan sarà: meno tasse, meno tasse, meno tasse. A cosa penso? Abbattere le tasse sulle tredicesime, ridurre l’Irpef dal 35% al 33% allargando la base fino a 60mila euro e, per esempio, abolire il bollo sulle auto e sulle moto. Idee e proposte che cercheremo di coprire anche con investimenti dei privati nei grandi progetti dello Stato”.

Governo Meloni: Tajani "Taglio caro carburante e meno tasse" (X - Antonio Tajani)

Sono alcune delle proposte più forti ma non tutte quelle che si starebbero vagliando, che sono state oggetto di strumentalizzazione per la segretaria del Pd, che ha accusato Tajani di “propaganda” perché, dice, “in questi quattro anni le tasse non solo sono aumentate, ma hanno raggiunto il record di pressione fiscale degli ultimi dodici, al 43,1%. Quando si prenderanno la responsabilita’ di non aver fatto niente per migliorare la vita degli italiani sara’ sempre troppo tardi. Se vogliono fare una cosa utile sterilizzino il fiscal drag come propongono le opposizioni, perché altrimenti quei pochi aumenti di stipendio che ha visto il ceto medio, che non arrivano nemmeno a pareggiare l’inflazione, ti fanno solo pagare piu’ tasse e non ti arrivano in tasca”. Si tratta di una dichiarazione fotocopia rispetto a quella fatta da Giuseppe Conte, che dimostra come i due siano in battaglia tra loro per la leadership della sinistra e stiano cercando in tutti i modi di acchiappare qualche voto col populismo: “Dopo 4 anni di Governo, Tajani ci avverte che sta andando a Palazzo Chigi da Meloni e che ‘lo slogan sarà’ meno tasse’. Da 4 anni sono al governo e ancora pensano agli slogan anziché a leggi e decreti per ridurre davvero le tasse. Hanno il record di pressione fiscale dai tempi di Monti, hanno aumentato le accise a gennaio, hanno aumentato l’Iva sin dalla culla, sui pannolini, hanno tagliato gli sgravi addirittura sui mutui per la prima casa dei nostri giovani. Fermatevi, fate meno danni”. Tutto questo detto da un ex presidente del Consiglio le cui decisioni gravano ancora sui bilanci dello Stato.

“Evidentemente, il video nel quale spiego come Forza Italia propone di abbassare le tasse agli italiani ha colpito nel segno e i segretari del Campo ristretto si sono inalberati. La pessima gestione del superbonus da parte dell’ex premier Giuseppe Conte ha in realtà prodotto una voragine nei conti pubblici ed è stata censurata persino dalla Corte dei Conti europea, obbligandoci a spendere meno e a gestire le pesanti ricadute sul bilancio dello Stato”, ha replicato Tajani dopo le esternazioni traballanti dei due semi-leader del Campo largo, ricordando loro che “il nostro governo è riuscito, nonostante tutto, a ridurre di 33 miliardi di euro la pressione fiscale su famiglie e imprese, e aumentare il gettito creando 1 milione e 200mila nuovi posti di lavoro, mentre lo spread è crollato e a dispetto di guerre e dazi l’export italiano si avvicina a 700 miliardi di euro. Il resto sono tutte chiacchiere di partiti che propongono la patrimoniale un giorno sì e l’altro anche, e ri-propongono misure assistenzialiste fallimentari come il reddito di cittadinanza. Nessuna vera idea, ma solo tanta demagogia”.

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