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Tasse e guerra ai ricchi. Majorino in campo

Il capogruppo Pd è ufficialmente in corsa: sì alle primarie e alla patrimoniale, meno case sfitte. Sul Comune la scritta: “Qui nessuno è straniero”

Al Corvetto Pierfrancesco Majorino è sceso in campo ieri sera al Teatro della Quattordicesima

«Mi candido a sindaco di Milano. Sono favorevole alle primarie e se ci saranno correrò sicuramente». Era il segreto di Pulcinella ma ieri sera il capogruppo regionale del Pd Pierfrancesco Majorino, ex assessore al Welfare delle giunte Pisapia e Sala, fedelissimo di Schlein, è sceso ufficialmente in campo al Teatro della Quattordicesima al Corvetto. La lista a sinistra è affollata: Mario Calabresi, la vicesindaco Pd Anna Scavuzzo, l’assessore Emmanuel Conte, il dem Lorenzo Pacini e gli attivisti Tommaso Goisis e Carlotta Cossutta. Continua ad aleggiare l’ipotesi che il campo largo alla fine possa optare per la terza via, nome unitario senza gazebo. Majorino precisa che «siamo ancora in fase di riflessione, dobbiamo ancora decidere se fare primarie o no». Intanto spara critiche (al governo, al possibile sfidante Matteo Perego e alla giunta Sala) e slogan che strizzano l’occhio a M5S e Avs.

Cita il sindaco di New York Mamdani per dire che Milano è «anche la città che ha espulso, ha buttato fuori chi la porta avanti». E quindi: salario minimo, addizionale al 15% per gli ultra-ricchi che beneficiano della flat tax. Pungendo Sala dice che sull’urbanistica «serve più coraggio, i fondi non dettino l’agenda e vanno aumentati radicalmente gli oneri, almeno del 20%». Sempre contro la giunta Sala-Pd sottolinea che «le scene di quest’estate non possono più rivedersi, tutte queste piscine chiuse e a tariffe oggettivamente selettive, va proprio riorganizzato il settore. Dobbiamo essere quelli dello sport per tutti». Altri flash: «Per qualche fascista saranno parole inascoltabili ma mi fido di più delle persone che si incontrano che dei decreti del governo Meloni». Punta ad abbassare di almeno 2 gradi la temperatura entro il mandato («corridoi verdi ovunque come a Medellin, tutte le consegne in Area C a emissioni zero»). Il trasporto pubblico «sarà la nostra ossessione» e serve «la sesta linea circolare».

Dice «basta con lo scandalo delle case vuote». E il Piano Casa di Sala e Conte (tra gli sfidanti alle primarie) «deve almeno raddoppiare, 20mila alloggi low cost».

Sogna un Comune aperto h24 («ad esempio un call center sempre reperibile»), una Sormani che «non deve chiudere» e a quelli della destra ricorda «ancora una volta che mentre voi applaudivate la bocciatura della legge Zan, noi introducevamo il registro delle unioni civili prima della legge nazionale. E non torneremo certo indietro e faremo ancora di più. Dico subito che il Comune dovrà sempre costituirsi parte civile per aiutare le persone oggetto di violenze legate all’odio». Sulla sicurezza la ricetta è «un progetto progressista che tiene assieme presidio sul territorio e coesione sociale, inclusione». Da sindaco «nel tempo della remigrazione» vorrebbe su Palazzo Marino la scritta: «Qui nessuno è straniero». Serata dedicata al verde Carlo Monguzzi che non c’è più. Sul palco a sponsorizzarlo Cecilia Strada, Alessandra Kustermann, il fondatore de I Sentinelli Luca Paladini, l’ex vicesindaco Francesca Balzani che Pisapia «schierò» contro Sala e Majorino alle primarie 2016 e tra il pubblico anche la figlia di Pinelli, Claudia.