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“Tornate sulla Terra…”. Il consiglio del direttore Cerno alla sinistra che propone i corsi per i taser Lgbtq e si indigna per uno striscione

Tommaso Cerno ha espresso solidarietà agli studenti puniti per lo striscione “Italia agli italiani” e espresso dubbi sui corsi per l’uso del taser contro gli esponenti Lgbtq

“Tornate sulla Terra…”. Il consiglio del direttore Cerno alla sinistra che propone i corsi per i taser Lgbtq e si indigna per uno striscione
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Nelle ultime settimane, la sinistra ha regalato al Paese alcune “perle” di ideologia che sono state analizzate dal direttore Tommaso Cerno al Tg4. Il direttore ha messo in evidenza le storture e le derive relative all’utilizzo del taser da parte della polizia locale di Milano e relative allo striscione esposto da due studenti di Cesena l’ultimo giorno di scuola.

“Italia agli italiani” è uno slogan identitario e patriottico, che la sinistra vorrebbe rafforzare in chiave razzista. Una frase che gli studenti hanno attinto dalla famose ode “Piemonte” di Giosuè Carducci e per “riparare” alla quale sono costretti a scrivere un tema da fonti preselezionate tra cui “gli africani siamo noi”. Il direttore ha offerto la propria solidarietà a questi ragazzi, che “hanno scritto due parole meravigliose: Italia e italiani”, ossia “persone che condividono l'amore e le regole per questo Paese meraviglioso”. Al contrario, “quelli che bruciano le foto di un ministro perché non ha la sua stessa idea politica, con l'Italia, con la sua cultura democratica e repubblicana non hanno nulla a che fare”. Per questo motivo, spiega il direttore, quello striscione “andrebbe esposto in tutte le scuole con il suo reale significato”.

Noi, “che diciamo agli stranieri integratevi, imparate la nostra lingua, diventate italiani e condividete con noi il patrimonio millenario fatto di mille popoli e mille culture che hanno creato il luogo più bello del mondo”. Per questo, “chi non comprende questo e lo trasforma in un atto di razzismo odia l'Italia e odia gli italiani, soprattutto la gran parte di stranieri che invece in questo Paese vivono insieme a noi benissimo, stanno vicino a noi benissimo e perfino meglio di noi, e parlano, ne conosco molti, l'italiano meglio di molti parlamentari di sinistra che ho sentito dire cose in Parlamento su argomenti molto simili che considero sì razziste”.

C’è poi il tema del taser a Milano, che “è una cosa che mi incuriosisce moltissimo”. Io, ha detto Cerno, “che sono omosessuale, se mai compissi un reato e avessi di fronte un taser, con questo corso, che cosa mi succederebbe? Che sanno dove mi piace di più essere colpito? Oppure la persona che è vicino a me dichiara un'altra sessualità e lo colpiscono in un altro modo? Cioè, la follia di classificare tutto porta a fare cose senza senso. Tu hai un un'arma che serve a rendere più innocuo un criminale”. Il direttore ha quindi dato un consiglio a chi ha ipotizzato questo sistema: “Tornate sulla Terra, occupatevi di distinguere le persone tra delinquenti e gente onesta, e l'omofobia per ciò che è, cioè la mancanza di rispetto del mio diritto di affermare, come sto facendo anche adesso liberamente, la mia idea di vita e il mio orientamento.

Poi, quando compio un crimine, credo di essere un essere umano più alto, più magro, più grasso di un altro, ma l'utilizzo del taser, al limite, lo faremmo spiegare a un medico, che ci dice dove non colpire per non creare magari ferite molto gravi o addirittura lesioni in una persona che vogliamo soltanto immobilizzare. Il suo orientamento sessuale mi sembra una civetteria da sinistra post-democratica”.

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