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Ue, Casasco: “Cbam penalizza manifattura, l’Europa si è imposta dazi da sola”

Così in una nota il deputato e responsabile nazionale del Dipartimento Economia di Forza Italia

Imprese, Casasco (FI): "Subito le semplificazioni della ZES anche per il Centro-Nord"

“La protesta della manifattura europea contro l’attuale impostazione del Cbam porta alla luce un problema che Forza Italia denuncia da tempo: le nostre imprese sono costrette a competere in un mercato globale profondamente asimmetrico. Stati Uniti, Cina e India non sottopongono i propri sistemi produttivi agli stessi vincoli ambientali e ai medesimi costi legati alla CO2 che gravano sull’industria europea. L’Europa, invece, ha costruito un sistema che si sta traducendo in un vero e proprio dazio autoimposto sulla propria manifattura dalla tassa ETS al CBAM”. Così in una nota Maurizio Casasco, deputato e responsabile nazionale del Dipartimento Economia di Forza Italia. “Il Cbam, in particolare se grava sulle materie prime senza estendere un’adeguata tutela ai prodotti finiti importati, rischia di produrre un paradosso: penalizzare le imprese europee anziché proteggerle. Gli imprenditori hanno ragione a chiedere condizioni di concorrenza realmente paritarie. È un tema che avevo sollevato già nel 2024, con una mozione a mia prima firma, in cui si chiedeva un meccanismo applicabile sia a monte sia a valle della filiera produttiva e una tutela rafforzata per le aziende maggiormente vocate all’export”.“Servono condizioni che consentano alla nostra industria di competere ad armi pari sui mercati internazionali. Il problema investe l’intera manifattura, è grave che si debba attendere gennaio 2028 per la possibile estensione del CBAM ai prodotti finiti importati. È tempo perso e soprattutto competitività persa ora e che non si recupera più da qui a gennaio 2028. La competitività non è soltanto una questione di economia reale, ma anche di tenuta sociale: quando si perdono industrie e posti di lavoro aumentano il malessere e la sfiducia dei cittadini. L’Unione europea deve cambiare passo rapidamente: economia reale ed economia sociale devono procedere insieme”, conclude Casasco.

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