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Un migliaio di maranza porta il caos a Vicenza. Li comanda Vucumprà

Una folla di immigrati risponde all’appello dell’influencer arabo Hamza Mesaf: scontri e danni. Fdi contro il sindaco: “Ha sottovalutato”

Furore Nella foto piccola in alto il volantino della manifestazione del 7 ottobre a Bergamo. Qui a fianco l'influencer Hamza Mesaf protagonista degli scontri di Vicenza di ieri (nelle altre foto)

Un migliaio di maranza e immigrati di seconda generazione sabato scorso hanno preso d’assalto Vicenza provocando danni e disordini dopo una sfida social lanciata dall’influencer marocchino Hamza Mesaf noto come «ilvucumprà».

Mesaf aveva dato appuntamento ai suoi follower a Vicenza per la prima «Aura Battle tour» promettendo magliette e vestiti in regalo a chi avesse partecipato all’iniziativa. Così si sono presentati centinaia di giovani immigrati facendo ben presto degenerare la situazione con il furgone su cui è arrivato l’influencer preso d’assalto, danni a un ascensore e alle sbarre del parcheggio in cui era stato convocato l’appuntamento con tanto di intervento da parte delle forze dell’ordine.

Non si è fatta attendere la reazione della politica a cominciare dal vice premier Matteo Salvini secondo cui sono «balordi, sono solo dei balordi! A Vicenza caos, danneggiamenti, violenze e molestie. Oltre alle leggi anti-maranza già in funzione, che hanno già portato ad arresti ed espulsioni, farò personalmente tutte le denunce necessarie perché i responsabili dei disordini di ieri vengano puniti a dovere».

Il deputato vicentino di Fratelli d’Italia Silvio Giovine ha invece annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per «capire per quale ragione il sindaco Possamai non abbia chiesto la convocazione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza e soprattutto se siano state poste in essere tutte le azioni necessarie dal punto di vista amministrativo per prevenire i danneggiamenti che ieri abbiamo dovuto subire come collettività».

Il sindaco di centrosinistra ha risposto affermando che «chi ha danneggiato paga. Punto. Non esistono scuse né giustificazioni possibili» aggiungendo però che si tratta di «un problema sociale enorme» come dimostrano «centinaia di ragazzini, molti minorenni, in alcuni casi addirittura accompagnati dai genitori, che arrivano da tutto il Veneto perché sui social viene promesso loro di ricevere vestiti firmati».

Alcuni dei partecipanti intervistati dalle televisioni locali hanno fatto riferimento ai disordini in Francia di questi giorni affermando di volerli replicare anche in Italia. Non a caso il Sottosegretario alle imprese Mara Bizzotto parla di «atti di teppismo puro, di disprezzo totale per le nostre città, per le nostre regole, per l’Italia, come dimostrano le parole folli inneggianti alle rivolte francesi rilasciate da alcuni immigrati di seconda generazione».

Intanto ieri l’influencer che aveva convocato il raduno ha pubblicato un video provando a prendere le distanze da quanto accaduto ma è stato lui stesso ad aver alzato i toni con l’obiettivo di portare più persone possibili a Vicenza. È perciò necessario che chi promuove iniziative di questo genere il cui esito è purtroppo ben noto, ne risponda. Non è infatti la prima volta che Hamza Messaf lancia sfide sui social e si è creata una rete di influencer islamisti seguiti da milioni di giovanissimi che promuovono messaggi diseducativi, spesso violenti, basati sull’ostentazione e incompatibili con i nostri valori. Lo stesso Messaf in alcuni video di confronto con l’eurodeputata della Lega Silvia Sardone sostiene la poligamia, pratica vietata in Italia e contraria alla libertà della donna. Occorrerebbe valutare la chiusura dei profili social a chi diffonde questi contenuti.