Dopo mesi di attesa l’Euipo, ufficio europeo per la proprietà intellettuale, ha ammesso l’atto di opposizione presentato dall’associazione “Nazione Futura” al nome e al simbolo del partito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
Lo scorso febbraio, al momento del lancio di Futuro Nazionale, Nazione Futura era corsa ai ripari presentando un atto di opposizione e sottolineando attraverso le parole del suo presidente Francesco Giubilei “l’elevato rischio di confusione e di somiglianza” tra il nome e i simboli dei due movimenti. A questo aspetto si legava inoltre la tutela dell’originalità del marchio Nazione Futura e un diritto anteriore già consolidato dal 2017, anno di fondazione del think tank e di inizio delle sue attività.
Secondo l’associazione “Nazione Futura l’uso effettivo e continuativo del proprio nome e segno distintivo costituisce un elemento idoneo a impedire la registrazione di un marchio sostanzialmente identico, soprattutto in presenza di ambiti di attività sovrapponibili, come quella metapolitica e affini.
L’atto di opposizione è stato perciò ammesso dall’Euipo e ora comincerà la fase del contraddittorio in cui Futuro Nazionale dovrà presentare le proprie argomentazioni e prove.
Sull’ammissione dell’atto si sono espressi il presidente di Nazione Futura Francesco Giubilei e il vicepresidente Ferrante De Benedictis: “Vannacci dovrebbe cambiare il nome al proprio partito e prendere atto che la vera destra è quella dei conservatori. Nonostante il suo tentativo di utilizzare un nome tratto da quello della nostra associazione, attiva dal 2017, da febbraio ad oggi siamo cresciuti ulteriormente superando i 100 circoli territoriali in tutta Italia. Inoltre, a ottobre inizieremo un tour su tutto il territorio nazionale per promuovere valori e proposte di una destra credibile senza slogan o idee campate per aria e del tutto irrealizzabili”.
