L’Iran beffa l’Europa e riprende l’attività nucleare

da Teheran

Teheran ha annunciato ieri sera di aver dato l’avvio ai lavori per la rimozione dei sigilli dalla centrale nucleare di Isfahan, in vista di una ripresa del procedimento di conversione dell’uranio. Lo ha riferito un portavoce del governo iraniano.
Secondo Ali Agha Mohammadi, a Isfahan sono all’opera esperti iraniani e dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea), che devono procedere al controllo delle telecamere di sorveglianza e ad altre operazioni propedeutiche alla rimozione dei sigilli apposti lo scorso autunno al momento della sospensione dell’attività di conversione dell’uranio, uno degli aspetti più delicati del suo programma nucleare e ultimo passo prima dell’arricchimento del materiale fissile.
«Quando questi lavori saranno terminati - ha aggiunto Mohammadi - l’impianto di Isfahan riprenderà a funzionare». «È un processo che prenderà del tempo - ha concluso - ma dal nostro punto di vista, la centrale di Isfahan è già tornata operativa».
La centrale in questione era stata fermata dopo che la Repubblica islamica aveva accettato di sospendere tutte le attività del ciclo di arricchimento dell’uranio, nell’ambito delle trattative in atto con Francia, Germania e Gran Bretagna. Trattative che nelle intenzioni delle due parti avrebbero dovuto portare a «garanzie oggettive» che Teheran non avrebbe potuto indirizzare a scopi militari il suo programma nucleare.


L’Iran aveva comunicato ieri mattina all’Aiea l’intenzione di riprendere le sue attività nucleari al di fuori del quadro negoziale stabilito con Francia, Germania e Regno Unito, chiedendo all’agenzia dell'Onu di rimuovere i sigilli dalla centrale nucleare di Isfahan.
I Paesi Ue hanno criticato con parole dure la decisione iraniana.

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