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BIBLIOTECA LIBERALE

Dove scienza e letteratura si incontrano

Se la chimica abbraccia un po’ tutto il mondo materiale nella sua natura e nelle sue trasformazioni, gli undici racconti portano il lettore in ambiti molto vari

Due culture? Pur nella sua ben nota mitezza, Primo Levi si ribellava: la cultura è una sola! In effetti si potrebbe stilare un elenco di personalità creative che, oltre a lui, hanno lasciato impronte importanti nel settore umanistico e in quello scientifico: Leonardo da Vinci, uno per tutti. E ci sono autori che nelle loro opere hanno fuso letteratura e scienza: Goethe, per esempio. Si parca licet, vi propongo una raccolta di undici racconti, in cui il chimico Gianni Fochi, già ricercatore sia in accademia (alla Normale di Pisa) sia nell’industria, unisce elementi fantastici e concreti, tratti questi ultimi dalla sua lunga esperienza in laboratori italiani e stranieri. Il libro si intitola Molecole, Racconti in laboratorio e fuori (Amazon, pagg. 212, euro 13).

Al lettore è presentata una galleria di personaggi che sono certamente frutto di fantasia, ma con parecchi spunti che hanno un inconfondibile sapore autobiografico: frange di situazioni talvolta paradossali eppure concrete, figure umane prese, un po’ qua e un po’ là, dal vissuto dell’Autore, rimescolate però come reagenti chimici, in una sintesi che fornisce rappresentazioni verosimili anche se non identificabili con questo o quel personaggio in carne e ossa. Che Fochi sia un chimico si vede non solo perché, nelle sue pagine, la chimica spazia dall’essere l’ambiente della narrazione a imporsi quasi come personaggio. Si vede anche perché lui compie il suo mestiere creando, nelle sue provette letterarie, individui imprevedibili a prima vista, a volte geniali ma più spesso ottusi, se non meschini: un campionario che chiunque di noi, spinto a riflettere dalla lettura del libro, potrà probabilmente dire d’avere incontrato.

Se la chimica abbraccia un po’ tutto il mondo materiale nella sua natura e nelle sue trasformazioni, gli undici racconti portano il lettore in ambiti molto vari. Il libro comincia con un affresco di Pompei e prosegue con un attentato terroristico in Svizzera. Poi apre uno sguardo sul giornalismo scientifico, con al centro un uso tecnico inverosimile dell’agrume limetta: storia tanto ridicola da sembrare inventata, ma Fochi assicura che tutto è basato su un articolo uscito davvero su un quotidiano di nobili tradizioni. Proseguendo, si viene portati ora in splendidi ambienti alpini ora nelle acque dell’isola di Montecristo. E si può seguire l’indagine d’un giovane ricercatore, figlio postumo d’un partigiano ammazzato dai tedeschi nella seconda guerra mondiale. O meglio: così si credeva...

Il risultato finale è una raccolta agile e piacevole di racconti che dimostra come letteratura e scienza possano ben andare a braccetto.

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