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Letteratura

Mio padre? Si fingeva fragile per abbracciarmi

Ripubblichiamo uno stralcio dell’ultima intervista concessa da Mary de Rachewiltz a Il Giornale il 24 marzo 2026

Cristina Campo e Mary de Rachewiltz. La poesia "imperdonabile" del Novecento

Mary de Rachewiltz, Suo padre Ezra Pound è uno dei poeti più citati oggi. Però non è conosciuto né letto come dovrebbe.

«Eh, peccato. Fate qualcosa: leggetelo!».

Perché suo padre non è ancora conosciuto come si dovrebbe?

«Ma perché purtroppo gli si è appiccicata questa etichetta di fascista. È stato accusato di aver appoggiato il governo Mussolini, il regime. E poveretto, non aveva appoggiato niente invece, perché nessuno a quel tempo lo prendeva sul serio. Al massimo lo prendevano sul serio per giocare

a tennis. Ma nessuno stava a sentire quello che diceva... Figuriamoci leggere i Cantos. Un libro che non c’entra niente con la politica».

Lei ha cento anni e una vita straordinaria.

«Straordinaria? Dice?».

Lei è poetessa, traduttrice. È una persona che ha attraversato la cultura italiana del Novecento. E fra le cose più belle che ha fatto c’è la traduzione integrale dei Cantos di suo padre.

«Un piacere prima di tutto. Era una cosa interessante».

Dopo la guerra suo padre fu arrestato, lo portarono negli Usa... Andò in America a trovarlo?

«No, non avevamo certo i soldi per andare in

America, noi. Mia mamma non aveva il becco di un quattrino».

Quindi non l’ha mai visto in ospedale?

«Sì, l’ho visto. Ci sono andata quando me lo sono potuto permettere io, quando ho potuto comprarmi un biglietto e andare con la nave. Perché costava meno che in aereo».

E che uomo trovò quando vide suo padre?

«Il solito padre. Che mi metteva il braccio sul collo e faceva finta di essere vecchio. E che io ero il bastone della sua vecchiaia».

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