Prima i giovani talenti. Poi gli atelier che custodiscono la grande tradizione romana. Due sfilate per un obiettivo: restituire a Roma il ruolo che le spetta nel sistema della moda. Quello che ha vestito il cinema della Dolce Vita, quello che ha fatto di Via Veneto una passerella internzionale, quello cresciuto nelle sartorie diventate grandi firme. Quello che pareva aver perso il suo charme nei confronti delle mille lussuose luci parigine e pareva appannato dalla fascinosa Milano. Pareva. Non perché fossero scomparsi gli atelier, i professionisti, gli artigiani, le imprese e l'antico saper fare. Ma forse perchè mancavano progetti capaci di fare sistema e generare valore. Ed è qui che si inserisce invece "Ensemble", ormai alla sua quarta edizione, quest'anno nella prestigiosa terrazza del Pincio, una delle location più suggestive e ricercate della città. Organizzato dall'assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitalee dall'assessorato allo Sviluppo economico , Artigianato, Industria della regione Lazio vede sfilare in due giorni il passato e il futuro. Ieri si è tenuta la sfilata delle accademie e delle nuove generazioni. L'Accademia di Belle Arti di Frosinone, quella di Roma, l'Accademia Italiana, l'Accademia Koefia, l'Accademia del Lusso, Maiani Accademia Moda e l'Accademia Nazionale dei Sartori. Un appuntamento dedicato al talento, alla formazione e alle competenze che rappresentano il futuro della moda italiana. Oggi invece il testimone torna indietro nel tempo, ma per guardare sempre più in alto con gli atelier dell'Alta Moda contemporanea e i loro abiti in esclusiva: Franco Ciambella, Giada Curti, Nino Lettieri, Antonio Martino Couture, MicheleMiglionico, Sabrina Persechino, Jamal Taslaq e Gian Paolo Zuccarello. Designer che, attraverso il loro lavoro, continuano a interpretare il patrimonio della couture italiana con una visione contemporanea, mantenendo vivo il dialogo tra tradizione sartoriale, innovazione e ricerca creativa.Il messaggio è chiaro. "Dare l'opportunità a centinaia di ragazzi che studiano moda a Roma, in 7 istituti pubblici e accademie private, di esibirsi gratuitamente in luoghi iconici - racconta Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale - E valorizzare le piccole e medie aziende di moda che in un mondo dominato da multinazionali, operano in città nel mondo dell'artigianato e del design, generando ricadute economiche e posti di lavoro". "Roma - dice - è tornata centrale nel mondo della moda e ne siamo fieri. Non è un caso, ma il frutto di un lungo lavoro Siamo felici: gli investimenti aumentano, i numeri degli iscritti alle accademie crescono e le grandi sfilate sono tornate in città, da Valentino a Pucci, da Dior a Dolce & Gabbana, da Biagiotti a Fendi fino a Chanel, che il 2 dicembre sarà qui a Roma".
"Solo quest'anno - rincara Roberta Angelilli vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio - per le imprese della moda abbiamo attivato un piano da 15 milioni di euro per l'internazionalizzazione oltre a una strategia da 1 miliardo e 200 milioni in contributi a fondo perduto e agevolazioni finanziarie". In fondo Roma è la Grande Bellezza.