"Parigi non può darci ordini". Scontro totale Salvini-Marcon

Il presidente francese critica l'assenza del vicepremier al vertice di Parigi. Ma rilancia il "porto più vicino" per gli sbarchi

"Parigi non può darci ordini". Scontro totale Salvini-Marcon

Il vertice di Parigi sull'immigrazione disertato dal Viminale ha creato non poche polemiche in Europa. Il rapporto tra Italia e Francia rischia di incrinarsi seriamente. Come aveva anticipato ilGiornale.it, all'incontro di Parigi hanno partecipato soltanto i tecnici del Ministero degli Interni e non il ministro. "L'Italia non è più il campo profughi di Bruxelles, Parigi, Berlino. E non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa", ha fatto sapere il Vicepremier.

Il punto focale della questione è il mantenimento del porto di sbarco più vicino che spesso viene invocato anche dalle navi delle ong che salvano i migranti in quel tratto di mare che separa la Libia dall'Italia. Proprosta questa che era già stata avanzata e ribadita nel vertice di Helsinki di giovedì scorso. Anche in quel caso il ministro Salvini è andato allo scontro con Parigi e Berlino. Una mossa che ha indispettito e non poco l'Eliseo. Tuttavia Parigi ha proseguto sulla sua strada fino al vertice di oggi a Parigi che come è noto è stato disertato dal titolare del Viminale. Ma l'incontro è stato anche accompagnato dalle parole di Macron che ha puntato il dito contro Salvini che ha lasciato vuota la poltrona di Parigi: "Mi dispiace che qualcuno abbia deciso di non intervenire. L'unico modo" per ottenere risultati "è la cooperazione", dice Macron, che lancia un'appello "alla responsabilità" e ribadisce più volte che "bisogna rafforzare l'efficacia della solidarietà".

E oltre alla "morale" per Salvini, arriva pure la beffa. Macron infatti da un lato ha spiegato che 14 dei 28 Paesi dell'Unione europea hanno detto "sì" al piano franco-tedesco per la distribuzione dei migranti soccorsi nel Mediterraneo. Dall'altro lato però lo stesso presidente francese ha ribadito e sottolineato il fatto che gli sbarchi devono avvenire nel porto più vicino. Proprio il punto contestato fortemente dal Viminale. Insomma sui migranti continua il braccio di ferro tra Roma e Parigi. Sullo sfondo anche il dissidio con Berlino che con il ministro degli Interni, Horst seehofer non vuol sentir parlare di sbarchi in altri Paesi Ue senza applicare la regola del porto sicuro più vicino. Il duello sull'immigrazione è destinato a durare a lungo e le tensioni in Europa su questo fronte potrebbero avere ripercussioni anche sul rapporto tra la Commissione Ue guidata da Ursula Von der Leyen e il governo gialloverde. A chiudere il cerchio di una giornata così infuocata sono arrivate le parole di Salvini che ha ribadito la sua posizione e ha risposto a Macron: "La riunione sui migranti organizzata a Parigi è stata un errore di forma e di sostanza. Nella forma, perché convocata con poco preavviso e in modo assolutamente irrituale visto che siamo nel semestre di presidenza finlandese. Nella sostanza, perché ha ribadito che l'Italia dovrebbe continuare a essere il campo profughi dell'Europa. Avevo già detto no al mio omologo Castaner settimana scorsa a Helsinki. Lo ripeto oggi, dopo che il vertice di Parigi voluto da francesi e tedeschi si è rivelato un flop ed è stato ampiamente disertato dai ministri europei. L'Italia ha rialzato la testa, non prende ordini e non fa la dama di compagnia: se Macron vuole discutere di immigrati venga pure a Roma". Lo scontro ora è totale.

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