Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:44
Meteo e clima

Ghiacciaio crollato e inondazione. “Un’ecatombe fra Tibet e Nepal”

Centinaia di vittime e dispersi, tra questi 466 stranieri. Xi mobilita i soccorsi. La stagione calda, il sisma e il distacco di un enorme blocco poi precipitato nel fiume a valle. “Onde di 6 metri, è stato spaventoso”

TOPSHOT - An aerial view shows houses lying deluged in sludge after flash floods at Devighat, Bidur Municipality in Nepal's Nuwakot district on August 27, 2026. Nepal's disaster agency said that 823 people remained out of contact on August 27, more than 24 hours after a deadly flood tore through the border region with Tibet. (Photo by Prabin RANABHAT / AFP)

La furia della montagna si fa sentire in tutta la sua potenza in Tibet. Non con valanghe, ma con un’alluvione tanto improvvisa quanto violenta nel travolgere strade e villaggi. Epicentro della crisi è il distretto di Rasuwa nel nord del Nepal al confine con la Cina, da dove le immagini satellitari mostrano un immenso fiume di fango sommergere tutto quanto incontra lungo il suo cammino. «Abbiamo visto onde alte dai cinque ai sei metri, grandi alberi e alcuni veicoli trascinati via dalla corrente. Era una situazione davvero spaventosa» ha raccontato un pilota di elicottero.

Il bilancio, ancora provvisorio, è drammatico: 157 morti e oltre 579 dispersi, di questi circa 466 stranieri e 113 nepalesi. Tra i dispersi gli indiani rimangono il gruppo più numeroso (133), seguiti da statunitensi (54), australiani (34), britannici (33), canadesi (24) e malesiani (19). Ma nella lista delle nazionalità figurano anche cittadini di Bielorussia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Israele, Lituania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Ucraina, Giappone e Filippine. Situazione critica anche nella contea di Gyrong, sul versante cinese, con oltre 250 dispersi e almeno tre morti, in base ad un bilancio preliminare diffuso dai media statali. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di «mobilitare tutte le risorse disponibili». Almeno 574 gli uomini già schierati da Pechino.

In India si teme che l’alluvione possa colpire gli stati nel nord del paese: per tale motivo, il governo ha ordinato l’evacuazione dalle zone più a rischio negli stati del Bihar e dell’Uttar Pradesh. Intanto il ministro degli Esteri di Nuova Delhi Subrahmanyam Jaishankar ha già predisposto l’invio di 10 tonnellate di aiuti umanitari e medicali essenziali in Nepal. Rivolgendosi alla nazione, il primo ministro nepalese Balendra Shah ha parlato di «un momento molto delicato. Voglio assicurarvi che non siete soli in questo momento difficile. Lo Stato è al vostro fianco con tutti i suoi mezzi e risorse». Su X la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha scritto: «Siamo pronti a mobilitare ulteriore assistenza europea». In questo è inclusa l’attivazione del Servizio di gestione delle emergenze Copernicus dell’Unione Europea per mappare le aree colpite, valutare l’entità dei disastri e organizzare le operazioni di soccorso e recupero. Intanto un funzionario del governo nepalese ha dichiarato alla Bbc che una stima preliminare indica danni per circa 84 milioni di euro.

Sulle cause del disastro le ipotesi al vaglio degli esperti sono molte, ma al momento nessuna teoria ufficiale è stata diffusa. In questo periodo dell’anno il Nepal è in piena stagione dei monsoni con possibili precipitazioni molto abbondanti nei mesi estivi. Tuttavia non è certo quanto le piogge possano aver influito sul disastro. Dalle prime analisi, la causa sembra da attribuirsi al distacco di un blocco di ghiaccio in alta quota che ha trascinato con sé rocce e detriti precipitando per oltre un chilometro probabilmente finendo in un lago o nell’alveo di un fiume. «Sembra che un ghiacciaio della zona si sia staccato di netto, precipitando per oltre un chilometro verticale fino al fondovalle» ha affermato al New York Times Daniel Shugar, geologo dell’Università di Calgary in Canada. In un primo momento si era ipotizzato come origine del crollo un sisma in alta quota, ma in seguito il Servizio Geologico degli Stati Uniti ha specificato che il terremoto di magnitudo 4.4 della scala Richter, registrato vicino allla vetta del Langtang Lirung (7.227 m), sarebbe stato in realtà generato proprio dalla frana.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.