La seconda settimana di giugno si è aperta sotto l’egemonia dell’anticiclone delle Azzorre che domina la scena sul Mediterraneo e sul nostro Paese. Ciò, però, non vuol dire che saremo immuni da infiltrazioni d’aria fresca e instabile con la formazione di nubi, acquazzoni e temporali su alcune regioni.
Italia divisa in due
La giornata di lunedì 8 giugno vedrà meteo stabile e soleggiato, con caldo moderato, specialmente al Centro-Sud. Discorso un po’ diverso sulle regioni settentrionali dove si formeranno locali acquazzoni e temporali pomeridiani “lungo l'arco alpino, soprattutto tra l'alto Piemonte, l'alta Lombardia e i rilievi del Veneto”, spiegano gli esperti de Ilmeteo.it.
Instabilità più accentuata tra martedì 10 e mercoledì 11 giugno a causa del flusso oceanico.
“L'afflusso di aria più fresca e instabile continuerà a interessare le Alpi, dove nelle ore pomeridiane saranno possibili rovesci e temporali. Nella giornata di mercoledì non si esclude qualche sconfinamento dei fenomeni verso le vicine aree di pianura”, aggiungono gli esperti.
Caldo e soleggiato al Centro-Sud
Proprio a metà settimana, invece, l’anticiclone farà la voce grossa sul resto d’Italia con un lieve aumento delle temperature massime ma non si tratterà della classica ondata di calore come più volte abbiamo sperimentato nel passato (come a fine maggio). I valori diurni, infatti, si andrà fra i 30-32°C del Nord e i 33-35°C del Centro-Sud, specialmente dalle zone più lontane dal mare. I picchi fino a 35-36°C potranno interessare soprattutto alcune località di Puglia e Calabria.
La tendenza successiva
Dalla giornata di giovedì e per il seguente fine settimana, l’anticiclone dovrebbe estendersi anche al Nord Italia limitando notevolmente l’instabilità pomeridiana con acquazzoni e temporali che si faranno sempre più rari.
Si tratta soltanto di proiezioni ma sembra che anche dopo la metà di giugno possa continuare questo trend con un’estate “old style”, fatta cioè di bel tempo ma senza la presenza dell’anticiclone africano, anzi.
Appare probabile l’ingresso di nuova aria fresca in quota in grado di instabilizzare le condizioni atmosferiche sulle regioni settentrionali e su quelle più orientali ma saranno necessari ulteriori aggiornamenti per confermare, o meno, questo trend.