«Alberi in Duomo? Progetto cretino»

«Alberi in Duomo? Progetto cretino»

«Sarebbe come mettere la maionese sugli spaghetti». Il critico d'arte Philippe Daverio, usa un'immagine semplice e raccapricciante per sintetizzare l'effetto che le aiuole, gli orti e gli alberi darebbero a piazza Duomo.
Una bocciatura secca, la sua. Come, del resto, è stato secco il no dei cittadini, inorriditi di fronte ai rendering degli alberelli attorno al monumento di Vittorio Emanuele a cavallo. «È un progetto cretino - argomenta l'esteta, ex assessore alla Cultura nella giunta Formentini - Le piazze italiane sono lapidee da sempre. Lo sono state all'epoca dei romani, nel Medioevo, nel rinascimento». Insomma, le uniche aiuole sono sempre state nelle piazze di fronte alle stazioni, in particolar modo nelle cittadine di provincia. Ma a Milano proprio no. Piazza Duomo è passata indenne attraverso secoli di storia ed ora, commenta Daverio, «non è il caso di farsi sottomettere dall'analfabetismo storico delle amministrazioni locali. Insomma, gli alberi vanno bene nei parchi cittadini, lungo i viali ma non in Duomo. Credo che Giuliano Pisapia sia un bravo sindaco ma molto astratto. Dovrebbe farsi un bel giro nella città ogni tanto. Gli potrebbe tornare utile». Il critico non è l'unico a sparare a zero contro il progetto. Anche dal mondo della politica si sollevano varie reazioni stizzite. A cominciare da quella del vice presidente del Consiglio provinciale Roberto Caputo: «Utilizzare Expo per stravolgere la funzione storica di piazza del Duomo - commenta - è un'idea veramente bizzarra. La piazza deve avere profondità, visione, larghezza, deve essere spoglia proprio perché accoglie gli uomini che vogliono vedere nella sua grandezza la cattedrale. Ed è sempre stato così storicamente, e con questa funzione è stata disegnata». Quindi, va bene Expo, va bene la voglia di passare per ecologisti-ambientalisti-naturisti a tutti i costi ma, a detta di molti, gli alberi ai piedi della Madonnina sono una forzatura eccessiva.
«Già molti anni fa se ne era parlato - ricorda Caputo - e la stragrande maggioranza dei milanesi aveva rigettato questa ipotesi, come anche la folle idea di sostituire le lastre con del ciottolato».
L'ultima volta in cui si è parlato di portare il verde in piazza Duomo è stato sotto la giunta di Letizia Moratti. Anche nel 2010 infatti l'amministrazione fu solleticata dall'idea di rinverdire il centro. Il maestro Claudio Abbado aveva lanciato una sorta di ultimatum: «Torno alla Scala solo se l'amministrazione comunale pianterà gli alberi in piazza Duomo». Era intervenuto anche l'archistar Renzo Piano a progettare il nuovo boschetto sotto la cattedrale. E il Comune aveva studiato un piano per portare 150 piante tra Duomo e il Castello e per piantumare 3.500 alberi in 12 luoghi della città. Il progetto fu realizzato solo in parte e fortunatamente della provocazione su piazza Duomo non se ne fece più nulla. «Già ai tempi - rincara il suo commento Daverio - mandai al diavolo Abbado. Gli alberi in piazza sono una sgrammaticatura linguistica. Inaccettabile».

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