Pisapia: «I militari? Qui sono solo uno spot»

Il sindaco insiste sul no alle pattuglie dell'esercito. E in consiglio scoppia la bagarre

Pisapia: «I militari? Qui sono solo uno spot»

I militari in città? Poco più che uomini immagine. Il sindaco Pisapia ci gira intorno ma il senso è chiaro. La giunta di sinistra «non ha mai cambiato posizione sulla presenza dei soldati» ha ribadito ieri nell'acceso consiglio comunale convocato ieri pomeriggio sul tema della sicurezza dopo i tragici fatti di Niguarda.

Favorevoli ai militari davanti a presidi fissi ma non alle pattuglie nei quartieri a rischio. E «i dati ci danno ragione» sostiene, il progetto dell'ex ministro La Russa «è costato 65 milioni non ha modificato l'andamento dei reati nelle città italiane dove è stato attuato, si potevano assumere 1.965 poliziotti in più». A Milano «non abbiamo bisogno di immagine, ma di concreti sostegni, anche in previsione di Expo, affinchè la sinergia strategica e il coordinamento operativo possa dare i massimi risultati in termini di sicurezza dei cittadini, senza pericolose sostituzioni e supplenze», un no alle ronde, padane o di altro genere.

Vedremo cosa ne pensa il ministro dell'Interno Alfano, oggi in prefettura per ragionare con il sindaco e le altre istituzioni, sulla riorganizzazione dei controlli: due giorni fa ha già disposto l'invio di 141 agenti in più. «Alfano vi ha commissariato sul tema sicurezza - fa notare il capogruppo Pdl Alan Rizzi nel suo intervento -. Noi denunciamo da tempo quartieri allo sbando e chiediamo il ritorno dei soldati». Anche con un ordine del giorno, bocciato dalla sinistra.

Pisapia continua a ribadire che a Milano non c'è un problema sicurezza. Ma «è necessario che il Viminale garantisca alle forze dell'ordine più uomini e mezzi». E assicura - ci mancherebbe altro - che non taglierà fondi ai ghisa. Spiega più o meno che tutto il mondo è paese: quanto è avvenuto a Niguarda «crea sconcerto» ma è stato «un raptus, un episodio di follia criminale che non ha niente a che vedere con rapine o criminalità organizzata», cita una sequenza di raptus avvenuti nelle ultime settimane, da Bolzano a Palermo. Ma «chissà perchè - gli fa notare il capogruppo di Fdi Riccardo De Corato - proprio venerdì, dopo i tre morti, la giunta ha stanziato 2 milioni per installare nuove telecamere, e dopo che la sinistra ci ha criticati per anni sulla videosorveglianza ora ci insegue».

Pisapia chiede all'aula di evitare strumentalizzazioni ma si preoccupa di rimarcare che ai funerali «solo 6 persone» lo hanno contestato, «centinaia mi hanno stretto la mano» e critica chi «usa la scorta e sottrando agenti ai milanesi» per colpire De Corato. Il leghista Alessandro Morelli indossa la maglietta «Clandestino è reato» e attacca il sindaco che «tace, in modo connivente e pericoloso sugli irregolari. Le “bombe“ come Kabobo (il clandestino ghanese che ha ucciso al Niguarda. ndr) sono per strada, pronte a esplodere, e non dovremmo aspettare l'intervento di Alfano».

Bagarre dal centrodestra quando il sindaco si assenta per una buona mezz'ora dall'aula e poi per collegarsi in tv alle 20.30 con Lilli Gruber. Condanna bipartisan invece al coordinatore Pdl di San Giuliano, Corrado Biondino, che ha messo in rete un fotomontaggio dove Pisapia e il sindaco di San Giuliano sono affiancati dalla scritta: «Non ti verrebbe voglia di prenderli a picconate?». «Lo tolga subito - afferma Rizzi -, istigare alla violenza non è nella nostra storia».

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