"Veda le vittime non i rapper. E non dia la colpa al Covid"

Il centrodestra sferza il sindaco: "Governa da 6 anni. Un fallimento su disagio giovanile e integrazione"

"Veda le vittime non i rapper. E non dia la colpa al Covid"

Il sindaco Beppe Sala interviene per diciannove minuti in Consiglio (e a 17 giorni di distanza dalle aggressioni choc in piazza Duomo su undici ragazze) ma le conclusioni del centrodestra in ascolto sono tranchant. «Ha fatto una buona disamina sulle analisi sociologiche delle possibili cause, ma profondamente carenti sulle necessarie reazioni e sulle soluzioni da mettere in campo nel concreto» sintetizza il consigliere di Forza Italia Marco Bestetti nel suo intervento in aula. Zero «in termini di necessaria riorganizzazione del Corpo dei vigili, oggi inutilmente frammentato in una miriade di nuclei», zero «sulla sostanziale cancellazione dei vigili di quartiere». Da Sala «che governa Milano da ben 6 anni - ricorda Bestetti - molte giustificazioni e auto-assoluzioni, ma avrei preferito confrontarmi su qualche proposta operativa, alcune delle quali si possono attuare già da domani mattina». Anche il capogruppo Fi Alessandro De Chirico ricorda che «non è stato eletto due mesi fa. Ci sono stati tanti campanelli d'allarme e cosa ha fatto finora? Adesso parla di nuove telecamere, di sgomberi, ma per quanto tempo noi abbiamo sollevato la questione degli edifici occupati e il Comune non è mai intervenuto? E gli episodi di questi giorni sono nefasti, gravissimi». Il leghista Samuele Piscina premette che Sal« non veniva in consiglio dalla prima seduta. Ma invece di prendersi davvero le proprie responsabilità ha dato la colpa al Covid, quando le ferite in termini di sicurezza da sanare a non sono legate alla pandemia, ma alle politiche migratorie che per troppo tempo la sinistra ha sottovalutato, alla mancanza di gestione della polizia Locale e all'assenza di agenti in città. E fa olo scaribarile alle forze dell'ordine ma i vigili hanno sempre gestito anche l'ordine pubblico». E il capogruppo della Lega Alessandro Verri aggiunge che «la Lega da tempo propone un assessorato alle Politiche giovanili, perchè non non c'è da oggi un problema di malessere, inasprito dalla pandemia». Un'ora prima della seduta la Lega ha manifestato davanti a Palazzo Marino con i cartelli «Granelli dimettiti». Nel mirino l'assessore alla Sicurezza che «mentre piazza Duomo la notte di capodanno era invasa da persone in barba alle norme anti Covid e 11 ragazze venivano aggredite scriveva sui social va tutto bene - ricorda il coordinatore cittadino del Carroccio Stefano Bolognini -. Aspettiamo ancora che Sala convochi a Palazzo Marino le vittime invece dei rapper di San Siro». Una battuta che rimanda all'aprile 2021, quando il sindaco a pochi giorni dalla guerriglia di circa 200 ragazzi contro la polizia di Stato intervenuta in piazza Selinunte per bloccare un video incontrò in Comune due rapper della zona. Uno di loro, Rondo De Sosa, che già allora vantava un lungo curriculum criminale, lo scorso agosto ha ricevuto il daspo dal questore per i disordini davanti alla discoteca Old Fashion e - è notizia di ieri - secondo il gip potrebbe essere il mandante della spedizione punitiva «per questioni legate all'ottenimento di contratti musicali» che si è conclusa con una sparatoria iin zona San Siro l'8 gennaio. Bolognini contesta anche a Granelli di «aver messo in smart working la polizia locale durante le vacanze di Natale. Serve un cambio di passo nella gestione della polizia locale e nelle politiche di integrazione». Sul caso del vigile che sabato notte, aggredito da una banda di ragazzi, ha sparato un colpo in aria e durante la colluttazione ne ha fatto partire accidentalmente un altro, condannano «il presidente Pd della Commissione Sicurezza, Michele Albiani, che come prima risposta ha detto che l'agente andava licenziato in tronco (con un post su Facebook poi rimosso, ndr.). A sinistra qualcuno ha idee diverse sulle forze dell'ordine». La deputata della Lega Laura Ravetto aggiunge che i fatti di capodanno «dimostrano il fallimento delle politiche di sicurezza e integrazione, c'era una regia». Riccardo Truppo (Fdi) conferma che «è il fallimento della coesione sociale di sinistra e le politiche di inclusione di cui si sono riempiti la bocca per anni».

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