Milano

Zip line, museo, arrampicata. San Siro non sarà solo calcio

Ecco i nuovi rendering del progetto di Milan e Inter. Fi in pressing su Sala: "Sinistra divisa ma ora decida"

Zip line, museo, arrampicata. San Siro non sarà solo calcio

L'ultimo (quasi) macigno lo ha sollevato un paio di settimane fa la Soprintendenza della Lombardia, quando ha dichiarato di zero interesse culturale il Meazza. «Nessun vincolo» ha risposto alla domanda inviata dalla giunta Sala lo scorso novembre, anche se da allora Milan e Inter hanno rivisto i piani per il nuovo stadio sull'area di San Siro salvando comunque una porzione dell'impianto storico. Sul sito www.nuovostadiomilano.it sono stati pubblicati nuovi rendering del «distretto sportivo e di intrattenimento» con cui i club sperano di convincere anche quei comitati dei residenti che osteggiano il progetto. D'altra parte, su un totale di 261mila metri quadrati l'area pedonale e aperta alla comunità sarà pari a 220mila mq, di cui 106mila a verde. Un «Comparto Multifunzionale» con funzioni sportive, per il tempo libero, l'intrattenimento e lo shopping che punta ad attrarre non solo i tifosi ma residenti e turisti 365 giorni l'anno. Molte delle attività previste, come aree gioco, campi sportivi e centri ricreativi di intrattenimento, saranno gratuite o convenzionate con Comune e Municipio 7. Nei progetti disegnati dagli studi Manica/Sportium e Populous sono già previste parete da arrampicata e zip line all'aperto, dal torrione del terzo anello salvato del Meazza (con ristorante in cima), pista da jogging, skateboard park, un campo da calcio e uno da basket, palestra esterna, spazio per performance teatrali. Al chiuso, il Meazza Sport Museum (nelle immagini, in versione nerazzurra e rossonera), ma in via di definizione potrebbero includere anche cinema, palestre, parkour, paddle tennis, adventure park, laboratori.

L'emergenza Covid e la crisi generale non hanno scoraggiato le società, anzi nei giorni scorsi il presidente del Milan Paolo Scaroni ha confermato che il nuovo stadio «è una priorità. Conserveremo le vestigia del Meazza, non sparirà dalla geografia milanese perché ne siamo affezionati come tutti, ma abbiamo bisogno di un impianto adatto ai tempi. E il fatto che due azionisti stranieri investano ora 1,2 miliardi mi ricorda il film di De Sica Miracolo a Milano. Siamo riusciti a mantenere la voglia degli azionisti a fare nella nostra città lo stadio più bello del mondo». Ma la disponibilità potrebbe non essere eterna. Il nodo rimangono le volumetrie, per rientrare dal maxi investimento i club chiedono il doppio degli indici previsti dal Pgt, il sindaco ha dichiarato che un accordo si potrà trovare ma la sinistra è divisa. La scorsa settimana è saltata la Commissione consiliare con gli assessori Maran, Tasca e Guaineri che deve analizzare nuovo piani e parere della Sovrintendenza e non è stata fissata nemmeno per questa. Il centrodestra fa pressing: «In maggioranza ci sono persone che fanno propaganda ambientalista da anni su tutto - afferma il capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale -. Il timore è che se si lascia passare l'estate sarà aria di voto e semestre bianco e per questo mandato non si chiuderà la partita. Sala tiri fuori gli attributi per approvare un piano che investe sul quartiere e salva l'impianto architettonico del Meazza anche se, misteriosamente, stavolta la Sovrintendenza non ha messo il vincolo. Bisogna fare in fretta prima che i capitali prendano altre direzioni fuori Milano».

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