Per una settimana Milano è pronta a cambiare, abito e ritmo. Passerelle, show, eventi, stilisti, modelle, attori, influencer, perfetti sconosciuti vestiti per non passare inosservati, buyer, imbucati, figli di, amici di, tutti su quella macchina della moda che - secondo il centro studi di Confcommercio - porterà in città 141mila visitatori in sette giorni. Con l’effetto wow! ma anche traffico in tilt, taxi introvabili, alberghi pieni, milanesi più furiosi del solito, ma pronti a imbucarsi per l’ultimo champagnino. Prepararsi è d’obbligo, anche per chi vuole solo correre a casa per indossare il pigiama. Segnare in agenda: martedì inizia la Fashion week milanese che ci mostrerà (fino a lunedì prossimo, 28 settembre, compreso) come ci vestiremo - noi donne - nella prossima primavera estate. Apre Prada. Chiude Armani. In mezzo 203 appuntamenti, 61 sfilate di cui 54 fisiche e 7 digitali, 88 presentazioni di cui 4 su appuntamento e 54 eventi. Una Settimana da record, «con il numero di appuntamenti più alto degli ultimi anni», sottolinea il presidente di Camera Nazionale della Moda Carlo Capasa. Il film Il Diavolo veste Prada 2 ambientato a Milano, ha acceso ancora più i riflettori sulla città della moda. «Un volano di investimenti», come la definisce l’assessora allo Sviluppo economico, Alessia Cappello. «In questi mandati - ha detto il sindaco Beppe Sala durante la presentazione - ho lavorato per intensificare il rapporto con la moda, ci sono e ci saranno grandi vantaggi che derivano da questa collaborazione. Milano è una vetrina e si mette in vetrina, abbiamo tratto grande beneficio anche per il turismo, questa sinergia deve andare oltre il senso stretto dell’evento e delle sfilate». E allora eccoli qua i super eventi. A partire da Vogue World la sfilata organizzata da Vogue America in Galleria Vittorio Emanuele in programma la sera di apertura con 500 ospiti: «Noi concediamo raramente la Galleria - ha fatto notare Sala - ma abbiamo compreso l’occasione e abbiamo chiesto a Vogue di sposare una causa sociale. Pagherà la riqualificazione della biblioteca comunale di Quarto Oggiaro». Un investimento da 2 milioni di euro che rappresenta «lo sforzo della città di non lasciare indietro nessuno» e quello della moda di aprirsi al pubblico». O come la cena di apertura per «sole» 300 persone nel cortile di Palazzo Reale dove viene inaugurata la mostra «Dalì e la moda» a cui è stata invitata anche la premier Giorgia Meloni.
Insomma venghino, signori venghino che quando le luci delle passerelle o del salotto buono si spegneranno, qualche scintillìo potrebbe arrivare anche nelle periferie. Per chi se ne intende, c’è il debutto dei nuovi direttori creativi di Moschino, Loris Messina e Simone Rizzo, che presenteranno per la prima volta una collezione insieme. Parecchie le altre prime volte, ma non mancheranno i Big del settore, da Gucci a Roberto Cavalli, passando per Fendi, Diesel, Dolce&Gabbana, Ferragamo e i giovani talenti a Palazzo Morando nel Fashion Hub. A luci spente, poi, sarà il momento dei conti che ancora nel fashion registrano un segno meno.
