«Per lui questo era il luogo del riposo e della creazione» dice
Rodrigo Basilicati Cardin nel giardino di Ca Bragadin, la storica dimora veneziana di Pierre Cardin nel sestiere di Santa Croce poco lontano dal ponte di Rialto. Laureato in Ingegneria e diplomato in pianoforte, il nipote ed erede dell’uomo che tutti nel mondo della moda definiscono «lo stilista del futuro» ha deciso di aprire al pubblico questa casa-museo nel cuore della città. Lo fa con una mostra (visitabile fino a data da destinarsi) di 350 tra le più iconiche creazioni del celebre designer nato il 2 luglio1922 a Sant’Andrea di Barbarana in provincia di Treviso e
morto a Parigi il 29 dicembre 2020. Nonostante l’allestimento a dir poco caotico è subito evidente l’incredibilemodernità del designer che nei favolosi Sixties ha inventato la versione modaiola del Movimento Spazialista dell’arte di Lucio Fontana creando abiti, accessori, mobili e articoli per la casa secondo gli stilemi della cosiddetta Space Age. Dopo Cardin arrivarono anche Paco Rabanne e Courregés, ma lui è stato l’unico cui la NASA concesse il privilegio di provare le tute con cui gli astronauti sarebbero sbarcati sulla luna il 21 luglio 1969. Del resto cinque anni prima aveva lanciato Cosmocorps, la collezione di moda maschile amata dai Beatles e da Yul Brinner, applaudita da Cecil Beaton e Gregory Peck. Tra le molte donne che amavano le sue creazioni spiccano l’elegantissima Jaqueline Kennedy e la divina Jeanne Moreau che è stata l’unica donna della sua vita, quella da cui avrebbe voluto avere un figlio. Secondo Basilicati che ha vissuto e lavorato per più di 25 anni con Cardin, nulla lo affascinava quanto il processo creativo anche se nel 1987 dichiarò al Times: «Sono nato artista, ma sono un uomo d’affari». Infatti dopo aver aperto la sua maison d’alta moda nel 1950 ad appena 28 anni (prima aveva collaborato con Jeanne Paquin ed Elsa Schiaparelli ed era stato il primo tagliatore di Christian Dior) disegna una collezione di prét-à-porter per i magazzini Printemps di Parigi che gli costa l’iscrizione alla Chambre Syndicale de la mode Parisienne. Poi viene riammesso e firma licenze d’ogni tipo: piastrelle, mobili che chiama les scultures utilitaries, profumi, calze, scarpe, cappelli, cinture e perfino ristoranti o meglio il celeberrimo Chez Maxim’s comprato nel 1981 quando secondo il ì suo ex assistente, Jean Paul Gaultier, trovò il modo più sottile per vendicarsi di non esser stato ammesso in sala senza cravatta. Nel frattempo compra a Lacoste il castello del marchese de Sade, a Théoule-sur-mer vicino a Cannes, la villa Palais Bulles capolavoro modernista dell’architetto Lovag Antti e Ca’ Bragadin a Venezia. «La nostra città sta diventando sempre più capitale della contemporaneità e questo luogo pieno di storia diventerà un nuovo centro di cultura» ha detto il sindaco Simone Venturini ringraziando Rodrigo Basilicati di questo regalo postumo del grande Cardin.
