Qui qualcuno si sta sbagliando. Ha ragione chi dice che la fashion week donna in programma a Milano dal 22 al 28 settembre p.v sarà una delle più belle di sempre o chi parla di inizio della fine della moda?
«Io sono molto ottimista: è un’edizione da record, vetrina di un comparto che determina il 5% del Pil e che, nonostante la crisi, produce merce per 92 miliardi all’anno esportandone il 90 per cento» dice Carlo Capasa, Presidente di CNMI (Camera Nazionale della Moda Italiana) e deus ex machina della manifestazione che questa volta prevede 6O sfilate, 92 presentazioni in forma statica e 58 eventi collaterali.
Il più importante di questi è l’inaugurazione della mostra Dalì e la Moda a Palazzo Reale la sera del 23 settembre seguita da una cena di gala per circa 300 persone nel cortile dello storico edificio meneghino. Dall’altra parte di Piazza Duomo, nella storica Galleria Vittorio Emanuele II battezzata «Il salotto di Milano», si svolgerà Vogue World, la sfilata collettiva organizzata da Vogue America per cavalcare la tigre de Il diavolo veste Prada II. Su questo evento mondano e modaiolo allo stesso tempo circolano voci d’ogni tipo. Si parla di cifre da capogiro richieste alle aziende che partecimano: da 300 mila a 50 mila solo per mettere piede sulla passerella a forma di T. Pare che il costo sia inversamente proporzionale all’importanza del brand e che ogni posto in prima fila costi 25 mila euro. Si dice anche che la Condè Nast abbia versato due milioni di euro al Comune che ha promesso di investirli per la riqualificazione della biblioteca di Quarto Oggiaro. L’idea dell’algida Anne Wintour in visita nel quartiere noto come il Bronx di Milano è comunque esilarante.
Nel corso della settimana si festeggeranno svariati compleanni importanti: i 25 anni di Carpisa, i 10 di The Attico, i 20 di Gianvito Rossi e i 40 di Hogan. Poi c’è da registrare il debutto del duo stilistico di Sunnei (Loris Messina e Simone Izzo) da Moschino al posto di Adrian Appiolaza e alla vigilia della fashion week l’evento intitolato Embody Living che coinvolgerà Massimo Monteforte (anima creativa del brand veramonteforte) e Carola Bestetti (ceo di Living Divani) in un live shooting tra moda e arredamento. Tornano a sfilare o presentare marchi come La Perla, Gherardini, Alanui e Mario Dice. Salta questa stagione ma tornerà ed è nel cuore di tutti gli addetti ai lavori del fashion system Alessandro Dell’Acqua. Invece da Emporio Armani la collezione della prossima estate verrà presentata in forma statica giovedì sera, ma la notizia dell’arrivo di Dario Vitale come direttore creativo di tutto il brand e degli accessori della main collection, ha messo messo per una volta tutti d’accordo: finalmente una scelta coraggiosa e interessante in uno dei marchi più famosi del mondo, non la solita nomina per futili motivi come il numero dei follower o la cosiddetta cultura woke. L’unica nota dolente è che Parigi ha 102 sfilate in 9 giorni e molti addetti ai lavori sostengono che sotto il profilo creativo un giorno di defilè parigini ne vale 5 dei nostri. Il bello è che noi siamo i primi produttori di abbigliamento in Europa con una quota del 30% che è 5 volte tanto l’esiguo 6 % dei francesi. Forse dovremmo darci delle arie anche noi...
