La profezia di Tremonti: "Sono le nostre sette piaghe, in futuro..."

La modernità globale ha portato in mezzo a noi le "piaghe" contenute tra le pagine della Bibbia. Per evitare il disastro finale, l'Occidente deve capire al più presto che la vita non può consistere in piaceri senza doveri

La profezia di Tremonti: "Sono le nostre sette piaghe, in futuro..."

In un certo senso possiamo dire che era tutto scritto, nero su bianco, tra le pagine della Bibbia. Certo, nel testo sacro non si parla di Covid-19 o guerra in Ucraina. Eppure, parafrasando alcuni passaggi, ci troviamo di fronte ad un quadro molto interessante. Un quadro che, almeno in parte e affidandosi al valore del mito, ha anticipato diverse fasi della nostra esistenza e potrebbe anticiparne altre.

Rileggere il presente

Uno dei miti più attuali e reali contenuti nella Bibbia, ha sottolineato Giulio Tremonti sulle pagine de Il Corriere della Sera, è quello delle "piaghe d'Egitto". Questo mito è metaforicamente incastonato nella globalizzazione, a partire dalle sue origini fino ad arrivare alla sua crisi. Nella Bibbia ci sono dieci piaghe ma, a ben vedere quanto accaduto alla suddetta globalizzazione, possiamo già contarne sette. E le altre tre? Non è detto che si materializzino. Per evitare che ciò avvenga è utile capire cosa fin qui è accaduto così da prendere le adeguate contromisure.

E allora partiamo con la carrellata delle sette piaghe "2.0" che hanno colpito il nostro mondo. Partiamo dalla prima, riguardante la caduta dei confini e l'avvento del web. Entrambe hanno originato un mondo che, almeno all'apparenza, sembrava una sorta di paradiso terrestre. È filtrata l'idea che il nuovo uomo non avesse quasi più bisogno del passato ma soltanto del futuro. Da questo comune sentire hanno preso forma sia la famigerata cancel culture che il metaverso. A proposito di metaverso, in altre parole, siamo passati dal cogito ergo sum al digito ergo sum.

Inquinamento, crisi demografica e potenza del denaro

Proseguiamo con l'Asia divenuta fabbrica del mondo a cavallo tra gli anni '70 e '90. Di pari passo, i livelli d'inquinamento sono saliti alle stelle e, allo stesso tempo, hanno preso forma i vari problemi climatici. Che, a loro volta, hanno dato spazio alla nascita e creazione di nuovi virus.

La piaga numero tre riguarda invece la conversione del sesso umano, passato da responsabilità a mero piacere. Il disastro demografico occidentale è soltanto la punta di un iceberg – intriso di narcisismo e individualismo – molto più grande di quanto non si possa pensare.

Nel frattempo la democrazia si è svuotata, sostituita da una sorta di "Repubblica internazionale del denaro" dove la finanza ha, di fatto, sostituito l'economia. Risultato: quelli che pensavano di risolvere i problemi del mondo affidandosi a questa nuova forma d'essere, non solo hanno fallito nel loro intento ma hanno aggravato la situazione.

Pandemia e guerra

Proseguendo oltre in questo confronto metaforico arriviamo alla piaga numero cinque. I governanti dell'Occidente, ovvero leader e presidenti che un tempo erano capaci di incidere nella storia, si sono riscoperti incapaci di capire cosa accade nel mondo. Inevitabile, dunque, la loro trasformazione in "turisti della storia". Al contrario, i loro colleghi situati in Oriente hanno accresciuto il loro peso specifico.

Arriviamo alla pandemia e alla crisi della globalizzazione, piaga numero sei, che nella Bibbia possiamo rintracciare a grandi linee nel mito della "Torre di Babele". La diffusione del Covid-19 ha scosso le fondamenta della globalizzazione, provocando gravi effetti sanitari ma anche l'erosione di qualsiasi certezza globale. La piaga numero sette è la conseguenza di quanto fin qui ripercorso: la guerra.

Eccole in fila, una dopo l'altra, le "piaghe" portate in mezzo a noi dalla modernità globale. A questo punto, per evitare il disastro finale, l'Occidente deve capire al più presto che la vita non può consistere in piaceri senza doveri, né essere dominata dal mercato. Al contrario, è fondamentale ridare spazio all'importanza dei valori.

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