Simboli del nazionalismo ucraino negli spot sulla stampa italiana

Il testimonial di un noto marchio della moda italiana esibisce in primo piano il tridente dei nazionalisti ucraini, oscurando invece l'aquila russa

Simboli del nazionalismo ucraino negli spot sulla stampa italiana

Avete fatto caso alle nuove pubblicità di Pal Zileri? La nota azienda di abbigliamento vicentina ha presentato nel luglio scorso la nuova campagna promozionale per la collezione autunno/inverno 2016-2017, mostrando al grande pubblico il nuovo testimonial. Una faccia nuova quella del ballerino ucraino Sergey Polunin che, oltre all’espressione di ghiaccio, mostra in bella vista alcuni tatuaggi un po’ sospetti. Nella fotografia principale della collezione compare il modello accovacciato, con in primo piano il dorso della mano sinistra che arreca il simbolo del Tridente della tradizione ucraina, insieme alla scritta “Natasha”. Il simbolo in questione fu adottato per la prima volta nel 1929, quando fu fondata l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, divisasi poi in frange più moderate e altre più rivoluzionarie, il cui rappresentante era Stepan Bandera, accusato di collaborare con le autorità naziste contro l’occupazione sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’Esercito insurrezionale Ucraino (UPA) da lui fondato si macchiò durante gli anni della guerra di persecuzioni e pulizia etnica ai danni di polacchi ed ebrei, in ottemperanza col disegno dell’Organizzazione di “ripulire” il Paese dagli occupanti di etnia russa, polacca e cecoslovacca. Oggi il Tridente è entrato nel simbolo di Pravy Sektor (Settore destro in russo), fazione politica estremista, di ispirazione neonazista ed antisemita, partecipe attivo della protesta di Piazza Indipendenza a Kiev nel 2013, oggi siede nel Parlamento ucraino, la Verkhovna Rada, con il seggio di Dmitro Yarosh, all’epoca ancora a capo del Partito, oggi consigliere del Capo delle Forze armate del Paese.

Nelle foto proposte da un blog di moda, inoltre, compare in bella vista un Kolovrat, una svastica slava a 8 bracci, proprio al centro dell’addome del ragazzo, che viene oggi utilizzata tipicamente dai gruppi estremisti slavi della medesima ideologia.

Probabilmente si tratta di qualcosa di assolutamente innocente, di una manifestazione di fervido attaccamento alla patria, certo si contesta la scelta di esibirlo in primo piano, nascondendo l’aquila bifronte, simbolo della Federazione russa, tatuata sul dorso dell’altra mano del ballerino.

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