Iraq, la "firma" dell'Isis sull'attacco "Uccisi 4 crociati e apostati"

Lo Stato islamico rivendica l’attentato, ma ignora che a bordo del convoglio colpito ci fossero degli italiani

Lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco di ieri mattina avvenuto nella provincia di Diyala, non lontano dalla frontiera iraniana al confine tra le provincie di Salahuddin e Kirkuk, ma ignora praticamente tutto. L’organizzazione terroristica, ad esempio, ignora che a bordo del convoglio colpito ci fossero degli italiani.

Iraq, lo Stato islamico rivendica

Lo Stato islamico ha rivendicato il vile attentato avvenuto ieri contro le truppe militari italiane in Iraq. In due comunicati diffusi secondo procedura prima su Amaq e poi su Islamic State, l’organizzazione terroristica conferma il suo coinvolgimento in un'operazione avvenuta nei pressi di Kirkuk, in Iraq. Prestiamo attenzione. Nei suoi due comunicati diffusi su Telegram (escludiamo il video di Quraysh, molto furbo) i terroristi non menzionano mai l'Italia. Lo Stato islamico non utilizza mai le parole "Italia" o "italiani", ma soltanto la frase "coalizione crociata". Troveremo altri dettagli sul settimanale al-Naba. Al-Naba esce nella notte tra giovedì e venerdì di ogni settimana da quasi cinque anni. Lo Stato islamico ha dimostrato di possedere le risorse e l’intelligence necessaria per colpire sistematicamente l'Iraq, ma potrebbe non aver avuto contezza dell’identità del bersaglio colpito ieri nei pressi di Kirkuk. Potrebbe non essersi trattato di un attacco concepito per colpire proprio gli italiani. L’organizzazione terroristica avrebbe probabilmente colpito un qualsiasi convoglio militare della coalizione internazionale in transito su quella specifica arteria.

Questa volta su quel convoglio c'erano gli incursori della Task Force 44.

"Colpita coalizione crociata"

Il comunicato dello Stato islamico

“Feriti otto elementi della coalizione crociata e dei Peshmerga con un ordigno esplosivo improvvisato in Iraq - Un dispositivo esplosivo improvvisato ha distrutto un veicolo a nord di Kufri, ferendo quattro appartenenti all’organizzazione internazionale dei crociati e quattro apostati”.

Anche al-Shabaab ignorava che fossero italiani

Il 30 settembre scorso, a Mogadiscio, un'autobomba di al-Shabaab colpì un convoglio dell'UE. Nonostante le risorse sul campo, la filiale di al Qaeda ignorava che su quei mezzi si trovassero dei militari italiani. Nel rivendicare l’attentato, l’organizzazione terroristica utilizzò la frase “convoglio dell'UE”. La parola Italia o italiani non è stata mai utilizzata nei due comunicati diffusi da al-Kataib. Al-Shabaab possiede le risorse e l’intelligence necessaria per colpire la Somalia ed i Paesi vicini, ma potrebbe non aver avuto contezza dell’identità del bersaglio colpito a Mogadiscio. La filiale di al Qaeda avrebbe probabilmente colpito un qualsiasi convoglio militare EUTM di pattuglia. Potrebbe non essersi trattato di un attacco concepito per colpire proprio gli italiani. Ricordiamo che per l’attacco dello scorso anno avvenuto contro un convoglio militare italiano di pattuglia nel distretto di Hodan, a Mogadiscio, al-Shabaab non utilizzò mai le parole Italia o italiani, ma soltanto “forze dell'Unione Europea”.

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Commenti

steacanessa

Lun, 11/11/2019 - 17:25

Utilizzare gli f35 per qualche bel bombardamento no? Sappiamo dove vivono gli assassini isis, facciamoli fuori con le cattive.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mar, 12/11/2019 - 07:17

Visto i classici diritti umani che adottano loro? Bene adottiamolo anche noi, altrimenti faremo la fine del cristiani nelle arene.

Calmapiatta

Mar, 12/11/2019 - 08:12

Ma dai....Anche io posso scrivere un messaggio per rivendicare un attentato riuscito per caso.