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L'eunuco vitruviano

Chi è stato il dirigente Rai che ha deciso di oscurare i genitali dell'Uomo Vitruviano nella sigla tv delle Olimpiadi?

L'eunuco vitruviano
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Dopo la domanda che ha tenuto banco nella giornata di ieri - chi è l'esperto di comunicazione del Pd che ha pubblicato sui social un video promozionale per il No al referendum sulla Giustizia usando senza consenso le immagini dei campioni italiani del curling, scatenando l'ira degli stessi atleti e del Coni? -, quella di oggi è: chi è stato il dirigente Rai che ha deciso di oscurare i genitali dell'Uomo Vitruviano nella sigla tv delle Olimpiadi?

Beh, intanto hanno entrambi vinto la medaglia d'oro dell'idiozia.

E insomma è successo che qualcuno preoccupato di non offendere le donne, o i gay, o i cattolici, o i musulmani, o gli uomini meno dotati ha pensato male di tagliare gli attributi dall'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci che, inserito nella colorata clip Rai, si trasforma graficamente nel corpo di pattinatori, hockeisti, sciatori e dei vari atleti degli sport invernali.

È la solita storia Woke, un'ideologia atea che assume le stesse forme del fanatismo religioso. Pur di includere chiunque, devo escludere qualcosa.

Ed ecco la nemesi olimpica: a scandalizzarsi del fatto che qualche braghettone conservatore ha censurato l'Uomo di Leonardo sono gli stessi progressisti radicali che da anni predicano la lotta contro le discriminazioni di genere. E così siamo passati dalle Olimpiadi queer di Parigi a quelle gender fluid di Milano. Correndo lungo una linea non binaria.

La famosa transvitruviana.

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