La Ferrari si prende il venerdì ungherese piazzando Hamilton e Leclerc davanti a tutti in una giornata tribolata per la Mercedes con Kimi che, dopo aver lasciato la sua auto al rookie Frederik Vesti, non ha completato una vera simulazione da qualifica, preferendo lavorare sull’assetto da gara per sistemare una monoposto un po’ ballerina sul posteriore e Russell (5°) staccato di 0933. Le rosse sembrano in palla sia per la pole che per la gara. Era scritto, ma non scontato, che qui la SF-26 potesse essere l’auto vincente. Hamilton e Leclerc chiudono il giorno con un sorriso che potrebbe durare.
Intanto dalla procura di Bologna è filtrata la notizia di un procedimento che vede di fronte Kimi e i suoi genitori a Giovanni Minardi, suo ex manager, oltre che figlio di Giancarlo. Una lite tra la famiglia Antonelli e Minardi che ai tempi lo introdusse prima in Ferrari e poi in Mercedes. Il motivo è un contratto decennale firmato nel 2019 e rescisso unilateralmente dalla famiglia Antonelli quando Kimi ha firmato per la Mercedes in F1. Una scelta obbligata perché un team come la Mercedes quando ingaggia un giovane vuole gestirlo in toto, sponsor compresi. «Giovanni Minardi ha sofferto enormemente per quanto accaduto e si è rivolto alla giustizia perché era rimasta l’unica
via - ha spiegato l’avvocato Mattia Grassani - Tanti anni di lavoro, sacrifici e investimenti sul giovane meritavano ben altro riconoscimento. La strada della giustizia ordinaria è stata una scelta obbligata anche perché non si è arrivati ad un accordo extragiudiziale con delle offerte ritenute irricevibili dal mio assistito». Il procedimento è in essere da un anno, ma solo ieri è diventato pubblico. A settembre si dovrebbe andare in aula e tra i convocati a testimoniare ci sarebbe anche Wolff.
